Casino Bersaglio di Prabi, “Fucina Comune” avverte: «Meno proclami, più sicurezza»

Un richiamo netto, che mette al centro un tema delicato e non rinviabile: la sicurezza delle persone. È questo il cuore del commento diffuso da Arco Fucina Comune sul “Casino di Bersaglio di Prabi“, uno degli immobili storici e fatiscenti di Arco, tornato recentemente al centro del dibattito politico e amministrativo, dopo le dichiarazioni di Massimiliano Floriani, assessore alle opere pubbliche della giunta Fiorio, rilasciate alla stampa al termine degli interventi di sicurezza sull’immobile storico.
Secondo Fucina Comune, l’attenzione annunciata dall’attuale amministrazione rischia di tradursi ancora una volta in una sequenza di proclami, senza affrontare il vero nodo della questione. «Questa è l’ennesima dimostrazione di un modo di amministrare fatto di proclami – si legge nella nota – ma questa volta il tema è particolarmente grave, perché riguarda un edificio storico e, soprattutto, la sicurezza delle persone».
Il punto, sottolinea il gruppo, non è mai stato l’inerzia delle amministrazioni precedenti. Al contrario, la mancata realizzazione di interventi sull’edificio del Bersaglio sarebbe stata dettata da una valutazione precisa e documentata: l’elevatissimo rischio idrogeologico dell’area. «Siamo in zona di massimo rischio – ricorda Fucina Comune – ed esistono diverse perizie geologiche, firmate da professionisti, che evidenziano come nel tempo, il quando è da determinarsi, potrebbe verificarsi il crollo di parti significative della roccia soprastante, in particolare del cosiddetto Labbro d’oro, con conseguenze potenzialmente devastanti».
Una prospettiva che, secondo il gruppo, dovrebbe imporre massima prudenza. «Un’amministrazione seria mette la sicurezza dei propri cittadini al primo posto e non gioca con le loro vite», si legge ancora. Per questo, al di là delle norme che parlano di non aumentare il carico antropico, Fucina Comune sostiene che un approccio realmente responsabile dovrebbe partire da un intervento strutturale di protezione, come un vallo tomo a difesa dell’edificio e della strada sottostante.
Una strada tutt’altro che marginale: è l’asse che conduce a Prabi, a un campeggio di grande rilevanza turistica, ed è percorsa quotidianamente da residenti, lavoratori e visitatori. «Un intervento strutturale – sottolinea il comunicato – la metterebbe finalmente in sicurezza».
Non manca, nel testo, una stoccata politica. Fucina Comune osserva come «faccia riflettere» il fatto che l’attuale amministrazione, che in passato si era espressa con forza contro il vallo tomo del Linfano, oggi sorvoli completamente su un aspetto analogo e altrettanto fondamentale come quello della protezione dall’alto rischio di caduta massi.
La preoccupazione maggiore riguarda però il linguaggio utilizzato. «Siamo preoccupati da una deriva in cui semplici lavori di messa in sicurezza degli aggetti vengano spacciati per interventi di “recupero”», avverte il gruppo. L’edificio del Bersaglio, ricordano, è già stato in passato oggetto di atti dolosi e di interventi minimi legati esclusivamente alla staticità. Anche quanto annunciato oggi, «per quanto è dato capire, va nella stessa direzione: staticità, non recupero funzionale».
Il nodo resta dunque uno solo, ed è «enorme»: la sicurezza delle persone. «Prima di parlare di utilizzi, progetti o visioni – conclude Fucina Comune – bisogna mettere in sicurezza l’area dal rischio di caduta massi. Tutto il resto sono parole. E su questi temi, le parole non bastano e i proclami sono molto pericolosi».
(n.f.)










