Bosco, cave e traffico: la classe Quinta di Massone racconta i suoni del paese

Redazione16/02/20265min
CS 2 3 field recording


 

È entrato nel vivo a Massone di Arco il laboratorio di ricerca sul paesaggio sonoro “Nel gran libro del mondo, con le mie orecchie”, un percorso che sta coinvolgendo la classe Quinta della scuola Primaria in un’esperienza fuori dall’ordinario: imparare a conoscere il territorio partendo dall’ascolto.

Il progetto, ideato e condotto dall’artista Sara Maino e promosso dall’associazione “Il Paradosso” di Bolognano, ha preso forma grazie alla collaborazione dell’Istituto Comprensivo di Arco e della Cooperativa AbilNova di Trento, al sostegno della Fondazione Caritro attraverso il Bando Formazione-cultura 2025-26 e al patrocinio del Comune di Arco. Una rete che ha permesso di costruire un percorso multidisciplinare, dove suono, arte e memoria si intrecciano.
Non si tratta di semplici lezioni, ma di un lavoro sul campo. Bambine e bambini hanno imparato tecniche di registrazione sonora, intervista e rielaborazione musicale, esplorando angoli poco frequentati del paese con microfoni e taccuini. Il risultato è una vera e propria indagine territoriale che restituisce un volto inedito di Massone, fatto di dettagli acustici spesso trascurati.

 

 

«Attraverso l’ascolto dei suoni del paesaggio, ascoltiamo anche le nostre emozioni», spiega l’insegnante Eva Fornari. «Impariamo a condividerle, confrontandoci con quelle dei compagni». Il laboratorio diventa così uno spazio di relazione: con il territorio e tra le persone. Un’attenzione particolare è stata dedicata all’inclusione, grazie alla formazione sulle disabilità sensoriali curata da Irene Matassoni della Cooperativa AbilNova, che ha accompagnato il gruppo in esperienze pratiche per comprendere diversi modi di percepire il mondo.

Le uscite sul territorio hanno portato la classe nel Bosco Caproni e alle cave di oolite dove il paesaggio naturale si è trasformato in materia sonora. Guidati anche dalla musicista Claudia Ferretti, i ragazzi hanno dato voce a quello che definiscono lo “spirito del luogo” trasformando suoni, movimenti e suggestioni in composizioni collettive.

L’indagine ha fatto emergere le peculiarità acustiche di Massone: il gorgoglio delle fonti d’acqua, la quiete dell’olivaia, la campagna più silenziosa. Ma anche l’altra faccia, segnata dal rumore del traffico che attraversa il paese. Una fotografia sonora contemporanea che dialoga con il passato grazie alle interviste agli anziani. Il signor Bruno ricorda «i carri fatti ad arte che tinnivano come campanelli» sul selciato e le stalle presenti in ogni casa, con una presenza animale che riempiva strade e cortili. Un mondo acusticamente più lento, raccontano, rispetto a quello di oggi.

Tutti i dati raccolti sono confluiti in una mappa sonora online dedicata al progetto. Ma il percorso non si ferma qui. I giovani partecipanti stanno realizzando diciotto ritratti acustici del paesaggio di Massone, tradotti in pittura a olio su tela: immagini nate da registrazioni, appunti, parole chiave ed emozioni annotate durante le esplorazioni.
Il lavoro confluirà in una mostra multimediale allo Spazio Nemos di Bolognano, in programma dal 20 marzo 2026. In esposizione ritratti, venti libri sonori, poesie in braille e video-documentazioni, con un’attenzione particolare all’accessibilità. Un’occasione per la comunità di fermarsi, ascoltare e riscoprire il proprio territorio con orecchie nuove