Arco: salta la nomina del presidente della Commissione Urbanistica, Ottobre rompe il silenzio

Slitta la nomina del presidente della Commissione urbanistica, territorio e ambiente (Cuta) del Comune di Arco. Una elezione attesa e carica di significati politici, perché proprio la Cuta è uno degli organi consiliari più sensibili, chiamato a occuparsi di urbanistica, pianificazione e sviluppo del territorio: temi che negli ultimi anni sono diventati una vera e propria cartina di tornasole della visione di città e del futuro della comunità arcense.
Non solo. La Commissione urbanistica è anche uno degli organismi finiti al centro delle decine di pagine dell’inchiesta “Romeo”, dalle quali emergevano – attraverso intercettazioni – pressioni e discussioni volte a impedire che la presidenza andasse all’allora consigliera comunale di minoranza, oggi sindaca, Arianna Fiorio. Un precedente che ha reso il passaggio formale di questi giorni tutt’altro che scontato.
I nomi sul tavolo e l’impasse politica
Attualmente la Cuta è composta dai consiglieri Alessandro Amistadi, Nicola Cattoi, Angioletta Maino, Alessandro Manara, Mauro Ottobre e Letizia Vicari. Nei giorni precedenti alla convocazione, come da prassi, i gruppi consiliari hanno lavorato per individuare una possibile convergenza sul nome del presidente.
Tra le ipotesi circolate figuravano i nomi di Amistadi, Cattoi e Vicari. In seconda battuta, Mauro Ottobre – ex deputato, ex candidato sindaco alle recenti elezioni amministrative e oggi consigliere di minoranza per Arco Democratica – sarebbe potuto diventare il nome “risolutivo”. Una soluzione che però non ha trovato l’accordo di tutte le parti.
Secondo quanto emerso, Ottobre avrebbe rifiutato una candidatura “di ripiego”, chiedendo una convergenza sul proprio nominativo fin dalle prime battute. Una convergenza che non si è però concretizzata, mentre un consenso più ampio sembrava raccogliersi attorno a Nicola Cattoi, ex assessore all’urbanistica della giunta guidata da Alessandro Betta. Non appoggiato però dall’attuale maggioranza.
Il risultato è stato uno stallo politico. Poco prima dell’avvio della seduta, Ottobre non si è presentato all’incontro. Ufficialmente per impegni imprevisti. Per altri, invece, la scelta sarebbe stata prettamente politica, una mossa studiata per riaprire il confronto e ridefinire gli equilibri di forza all’interno della commissione. La nomina del presidente è così saltata.
Le parole di Ottobre e il nodo dell’ex Calvario
A poche ore di distanza, Ottobre è intervenuto pubblicamente sui social, riportando al centro del dibattito uno dei nodi più controversi dell’urbanistica arcense: l’ex Calvario.
“Peccato che le precedenti amministrazioni comunali, pagate per amministrare e quindi decidere, abbiano fatto scadere il piano di lottizzazione. Quindi tutte le persone che giustamente si lamentano per l’edificio fatiscente, consiglio di far sentire anche la voce dell’imprenditore proprietario dell’immobile, magari attraverso una serata pubblica, per farci raccontare gli ultimi 15 anni di pratiche. L’aspetto giudiziario, ex Argentina, non è mai entrato nel piano guida approvato decenni fa. Infine, per onestà intellettuale, occorre dire le cose come stanno. La Variante è stata bloccata dalla Provincia (è la seconda dopo l’hotel Arco), individuando molti aspetti critici. Quindi, chi è causa del suo mal pianga se stesso…”
Un intervento che anticipa e introduce le dichiarazioni rilasciate in esclusiva a La Busa online, nelle quali l’ex deputato arcense ricostruisce le origini della vicenda e il contesto politico-amministrativo che, a suo avviso, ha portato allo stallo attuale.
L’intervista a La Busa: “Tutti i nodi vengono al pettine”
“Tutti i nodi vengono al pettine. La dimostrazione sta nel fatto che la Provincia blocca di fatto la seconda variante perequativa della precedente amministrazione guidata dall’ex Sindaco Alessandro Betta. La Provincia non vede chiaro in diversi punti, uno su tutti non vede l’interesse pubblico, ossia il vantaggio che la comunità ne avrebbe per la demolizione dell’ex Calvario (che lo è diventato per davvero) in cambio della possibilità di costruire una quindicina di appartamenti a residenza primaria in via Venezia a favore dell’imprenditore.” Secondo Ottobre, la fretta con cui la precedente amministrazione avrebbe portato avanti la variante avrebbe radici ben precise: “Perché Betta e colleghi avevano fatto questa variante di corsa? Perché, di fatto, sempre loro avevano fatto scadere il piano del compendio ex Argentina che prevedeva una parte residenziale (che è stata fatta) e una parte alberghiera che non è mai stata fatta e che andava fatta proprio all’ex Calvario.”
Un passaggio centrale riguarda anche il tema delle vicende giudiziarie, spesso chiamate in causa nel dibattito pubblico: “Le vicende giudiziarie non hanno bloccato nessun iter decisionale che l’amministrazione poteva fare nel decidere l’ultimo step mancante. L’imprenditore avrebbe potuto promuovere una causa importante per le mancate risposte che le ben due ex amministrazioni comunali non davano.”
Il punto politico e il ruolo dell’attuale amministrazione
Ottobre entra poi nel merito dell’attuale fase politica, chiamando in causa direttamente la sindaca Arianna Fiorio: “Ora, pretendere che la Sindaca Fiorio si stracci le vesti per difendere dinnanzi alla Provincia un provvedimento fatto da Betta in fretta e furia, la trovo dura. Il punto politico è che le 2 varianti fatte dalla precedente amministrazione sono di fatto bloccate dalla Provincia.”
E allarga lo sguardo alla visione di sviluppo turistico e abitativo della città: “Quello che serve ad Arco è qualche albergo in più per dare più posti letto ai turisti che trovano solo negli appartamenti turistici; forse si libererebbero appartamenti per i residenti.”
Da qui, la richiesta formale: “Chiedo formalmente all’amministrazione comunale di indire una serata pubblica con la presenza dell’imprenditore per far luce sulle troppe ombre che ancora oggi esistono, mosse ad arte da chi le ha create.”
La fumata nera per la presidenza della Cuta non chiude dunque il confronto, anzi lo rilancia. Il nodo dell’ex Calvario, le varianti urbanistiche bloccate dalla Provincia e la visione di sviluppo di Arco restano temi centrali, destinati a tornare con forza nelle prossime settimane, dentro e fuori dalle aule istituzionali.
(n.f.)










