Arco, la memoria diventa impegno: all’Oratorio una giornata per dire no alle mafie

Non una ricorrenza formale, ma un momento vissuto, partecipato, capace di lasciare un segno. Anche ad Arco la Giornata nazionale della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime delle mafie, celebrata il 21 marzo, si è trasformata in un’esperienza concreta, fatta di gesti simbolici e testimonianze profonde.
All’oratorio, il pomeriggio si è aperto con un’iniziativa dal forte valore evocativo: la piantumazione di tre ulivi, scelti come simbolo di vita, resistenza e radicamento. Un gesto semplice, ma carico di significato, che richiama l’idea di una memoria che cresce nel tempo e che chiede cura, attenzione, responsabilità.
Accanto a questo, è stato inaugurato il “Cammino dei 100 passi”, un percorso pensato per accompagnare ragazzi e comunità tra le storie di chi ha avuto il coraggio di opporsi alla criminalità organizzata. Non solo nomi e date, ma vite, scelte e sacrifici che raccontano cosa significhi davvero non voltarsi dall’altra parte.
L’iniziativa ha voluto rendere tangibile un messaggio chiaro: la legalità non è un concetto astratto, ma un impegno quotidiano, fatto di scelte personali e collettive.
Il momento più intenso della giornata è arrivato in serata, quando l’oratorio ha accolto la testimonianza di Pino Masciari, imprenditore calabrese che ha denunciato la ‘ndrangheta, e di sua moglie Marisa. Una presenza che ha trasformato la riflessione in esperienza diretta.
La loro storia è quella di chi ha scelto di non piegarsi, pagando un prezzo altissimo in termini personali e familiari. Un racconto che non appartiene solo al passato, ma che parla anche del presente, delle difficoltà e delle conseguenze che ancora oggi accompagnano chi decide di denunciare.
Attraverso le loro parole, il pubblico – composto da giovani, famiglie e cittadini – ha potuto toccare con mano il significato più profondo del coraggio civile: non un gesto eroico isolato, ma una scelta quotidiana, spesso silenziosa, che richiede determinazione e senso di giustizia.
La giornata si inserisce nel solco delle iniziative promosse a livello nazionale per mantenere viva la memoria delle vittime innocenti delle mafie, ma ad Arco ha assunto un valore particolare, grazie al coinvolgimento diretto della comunità e alla capacità di tradurre i principi in azioni concrete.
Tra gli ulivi piantati e i passi del nuovo cammino inaugurato, resta un messaggio forte: la memoria non è solo ricordo, ma responsabilità. E la legalità, per crescere davvero, ha bisogno di essere coltivata ogni giorno. (n.f.)










