Arco e Hall in Tirol, una stele che riannoda la storia: memoria, identità e comunità

Redazione06/02/20266min
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Non è stata una semplice inaugurazione, ma un momento denso di significati storici, culturali e civili quello vissuto domenica 25 gennaio ad Arco, con la cerimonia di scopertura della stele che ricorda l’antico voto che lega Arco a Hall in Tirol. Un gesto atteso da anni, capace di restituire alla città un frammento importante della propria memoria e di riaffermare il valore dei simboli nella costruzione dell’identità collettiva.
La stele, donata dalla Schützenkompanie Arco Erzherzog Albrecht von Habsburg, è gemella di quella collocata a Hall in Tirol e richiama il voto solenne del 1631, con cui l’arciduchessa Claudia de’ Medici, principessa di Toscana, si impegnava a destinare ogni anno quattro galende d’olio per la lampada perpetua della cappella di Santa Maria di Loreto ad Hall. Un legame che da secoli unisce le due comunità e che da oltre vent’anni viene ricordato anche attraverso la cerimonia della consegna delle fronde d’ulivo.

 

 

La cerimonia, tra rito e continuità
Come raccontato da Ivan Benuzzi, la giornata si è aperta con la Santa Messa, tradizionalmente dedicata alla conversione di San Paolo e solitamente celebrata all’eremo di Prabi, che quest’anno si è svolta nella chiesa Collegiata proprio per consentire l’inaugurazione della stele in largo Pina.
Al termine della funzione, il corteo ha attraversato il centro storico fino all’aiuola ai piedi del palazzo che fu dell’arciduca Alberto d’Asburgo, dove si è tenuta la salva d’onore e la scopertura ufficiale del monumento, alla presenza delle autorità comunali, delle compagnie Schützen ospiti e di numerose realtà associative del territorio.

Le parole dell’assessore Floriani
A dare particolare calore istituzionale alla cerimonia sono state le parole dell’assessore alla cultura Massimiliano Floriani, della giunta guidata dalla sindaca Arianna Fiorio, che ha voluto sottolineare il valore profondo dell’iniziativa. Con lui era presente anche l’assessora Roberta Prandi. Floriani ha ricordato come la stele fosse stata donata al Comune di Arco quasi sette anni fa, senza però trovare fino a oggi una collocazione adeguata, rimarcando l’importanza di restituire dignità a un simbolo così carico di significato.
Nel suo intervento, l’assessore ha ringraziato la Compagnia Schützen di Arco e il suo comandante Ivan Benuzzi, evidenziando come il ruolo degli Schützen si sia trasformato nel tempo: se per secoli furono difensori militari dei territori e delle comunità, oggi svolgono una funzione altrettanto fondamentale di difesa culturale. Una difesa che passa dalla custodia dei luoghi simbolo, come l’eremo di San Paolo a Prabi, aperto e curato con dedizione, e dalla tutela della memoria storica, incarnata proprio dalla stele inaugurata.
Floriani ha parlato di un legame “profondo” tra Arco e Hall in Tirol, nato nel lontano Seicento e ancora oggi capace di parlare alla comunità contemporanea, ricordando come la storia non sia qualcosa di immobile, ma un patrimonio vivo che va riconosciuto, valorizzato e trasmesso.
Non sono mancati i ringraziamenti anche a don Francesco Scarin per la disponibilità dimostrata e agli operai del cantiere comunale, che hanno curato l’aiuola di largo Pina e la messa a dimora della stele, contribuendo concretamente alla riuscita dell’evento.

Apprezzamenti e confronto politico
Accanto alle parole istituzionali, la cerimonia ha avuto anche una lettura politica. Il consigliere comunale di minoranza Mauro Ottobre, candidato sindaco per Arco Dinamica, ha espresso apprezzamento per la rapidità con cui l’attuale assessorato alla cultura si è attivato per individuare una collocazione adeguata alla stele, non risparmiando però una riflessione critica sul passato e una stoccata all’ex assessore alla cultura, chiamato in causa per i ritardi accumulati negli anni precedenti.
Le sue parole sono state rilanciate anche da Dave Michelotti, ideatore del neonato movimento civico XArco, che ha ribadito il valore del gesto e l’importanza di rispettare la storia e i simboli della città.

Un segno che parla al presente
La stele collocata a largo Pina non è soltanto un elemento commemorativo, ma un segno che parla al presente. In una città come Arco, da sempre terra di confine, di incontri e di stratificazioni culturali, momenti come questo rafforzano il senso di appartenenza e invitano a una riflessione più ampia sul rapporto tra passato e futuro.
L’inaugurazione della stele rappresenta così non solo la conclusione di un’attesa durata anni, ma anche un atto di responsabilità verso la memoria collettiva, capace di unire istituzioni, associazioni e cittadini attorno a una storia condivisa che continua, ancora oggi, a definire l’identità di Arco nel contesto europeo. (n.f.)