Arco, cestini pieni e rifiuti in centro: arrivano due compattatori e nuove fontanelle

Redazione01/05/20268min
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Cestini insufficienti, rifiuti che traboccano in centro storico, sacchetti e contenitori che finiscono a terra e, nei giorni di maggiore afflusso turistico, anche verso il Sarca. È una delle criticità più segnalate da residenti, commercianti e visitatori di Arco, tornata con forza anche durante il question time del consiglio comunale di martedì 28 aprile.
A sollevare il tema è stata la consigliera di opposizione Paola Arcese (Noi Arco), che ha portato in aula una situazione sotto gli occhi di tutti, soprattutto dopo le grandi manifestazioni e durante la stagione turistica, quando il centro storico si riempie e la gestione dei piccoli rifiuti diventa ancora più delicata.
«Domenica sono andata a fare un giro per Arco dopo la manifestazione e ho notato ancora una volta l’annosa questione dei cestini in giro per il centro storico, totalmente insufficienti», ha spiegato Arcese. «C’era vento e volava in giro di tutto. Avevo un semplice tovagliolo di carta e ho impiegato tre quarti d’ora a trovare un cestino dove buttarlo».
La consigliera ha evidenziato in particolare la situazione nella zona del ponte storico, dove il problema appare ancora più evidente: cestini stracolmi, rifiuti abbandonati sotto i contenitori, perfino il distributore dei sacchetti per le deiezioni canine utilizzato impropriamente come pattumiera, riempito di vaschette di gelato e altri rifiuti.
Un problema che, come ha sottolineato Arcese, si trascina da anni e che interessa non solo il decoro urbano, ma anche l’immagine turistica della città.

 

 

 

A rispondere è stata l’assessora all’ambiente Chiara Parisi, che ha annunciato una serie di interventi già avviati dall’amministrazione guidata dalla sindaca Arianna Fiorio per affrontare in modo strutturale la questione.
«Abbiamo fatto diverse osservazioni e diversi ragionamenti sia con la Comunità di Valle che gestisce il servizio, sia con il nostro ufficio tecnico, con l’assessora Prandi e con la sindaca stessa, perché questo è un tema che riguarda tanti ambiti», ha spiegato Parisi.
Uno dei problemi principali riguarda la tipologia dei rifiuti prodotti: contenitori usa e getta per l’alimentazione, spesso voluminosi e difficili da compattare, che riempiono rapidamente i cestini stradali.
Aumentarne semplicemente la dimensione non è sempre possibile: «La grandezza dei cestini è legata anche alla larghezza delle strade del centro storico. Inserire contenitori più grandi spesso non è fattibile, se non raddoppiandoli e andando però a modificare il passaggio».
Tra le ipotesi valutate c’è anche il raddoppio della raccolta giornaliera, ma si tratta di una soluzione complessa: oggi in centro storico i rifiuti vengono già raccolti ogni giorno, per tutto l’anno. Un secondo passaggio pomeridiano comporterebbe costi aggiuntivi e problemi logistici, come il transito dei mezzi tra tavolini e dehors.
«Ci stiamo facendo fare un preventivo dalla Comunità di Valle – ha spiegato l’assessora – ma questo andrebbe inevitabilmente a incidere sulla tariffa dei rifiuti, e noi vorremmo trovare strategie che non aggravino ulteriormente le tasse dei cittadini».
La prima novità concreta è già in arrivo: il Comune ha acquistato due nuovi cestini compattatori, con determina già approvata, che saranno installati nei prossimi giorni.
Il primo sarà collocato proprio nella zona del ponte storico, punto strategico di forte passaggio turistico, dove molti visitatori arrivano da via Segantini con rifiuti in mano e faticano a trovare un punto di conferimento adeguato.
Il secondo sarà invece posizionato in piazza Tre Novembre.
Si tratta di cestini ad alta capacità che, grazie al sistema di compattazione interna, permettono di aumentare fino a 700 volte la quantità di rifiuti conferibili rispetto ai contenitori tradizionali.
«Sono onerosi – ha precisato Parisi – ma non vanno a incidere sulla tassa dei rifiuti e rappresentano un enorme vantaggio».
Una soluzione già adottata con successo in molte città del Nord Europa e anche in Italia, ad esempio nel centro storico di Verona.
Ma non è l’unico intervento previsto.
L’amministrazione ha acquistato anche due nuove fontanelle di acqua microfiltrata che saranno installate nei parcheggi di attestamento dell’ex Carmellini e di Caneve.
L’obiettivo è ridurre il consumo di bottigliette di plastica, una delle principali componenti dei rifiuti abbandonati nei cestini pubblici.
«Vogliamo invitare i turisti a fare refill delle borracce utilizzando l’acqua delle nostre fontane, riducendo così la quantità di bottiglie che finiscono nei cestini».
Un altro fronte riguarda invece la cosiddetta “maleducazione urbana”: l’abitudine di utilizzare i cestini stradali per conferire veri e propri rifiuti domestici, anziché effettuare correttamente la raccolta differenziata. Per questo il Comune sta valutando anche la possibilità di ridurre la dimensione della bocca dei cestini, proprio per scoraggiare l’abbandono improprio di sacchi e rifiuti non compatibili con il piccolo conferimento da passeggio.
Un lavoro che coinvolge anche i commercianti del centro storico. «Se io vendo coppette di gelato e non ho un cestino dove conferirle – ha osservato Parisi – non posso pensare che sia soltanto l’amministrazione a farsi carico di tutti i rifiuti dell’alimentare usa e getta».
Il messaggio è chiaro: non esiste una soluzione semplice o immediata, ma una strategia fatta di piccoli interventi, nuove tecnologie, collaborazione con le attività economiche e maggiore responsabilità individuale. «Non c’è una soluzione magica», ha concluso l’assessora.
Ma il segnale politico è evidente: la gestione del decoro urbano e dei rifiuti in centro storico è diventata una priorità concreta per l’amministrazione Fiorio, chiamata a trovare un equilibrio tra vocazione turistica, vivibilità quotidiana e sostenibilità economica del servizio. (n.f.)