Arco, addio a don Augusto Tamburini: sacerdote, educatore e compagno di cammino

Redazione06/03/20268min
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Oggi, 6 marzo, la comunità di Arco saluta con commozione don Augusto Tamburini, sacerdote che ha segnato profondamente la vita di molte persone e di diverse comunità del Trentino. Aveva 91 anni. Originario dell’Oltresarca, don Augusto era nato nel 1934 ed era stato ordinato sacerdote nel 1960. Nel corso del suo lungo ministero ha guidato numerose parrocchie: dapprima Denno, poi Tuenno, quindi Pannone in Val di Gresta e successivamente Bolognano, dove rimase per molti anni, dal 1973 fino alla fine degli anni Ottanta. Il suo servizio pastorale proseguì poi a Calavino e nelle comunità di Pietramurata, Sarche e Pergolese, prima dell’arrivo in Val Rendena, dove fu parroco di Strembo, Bocenago e Caderzone.
Alla fine dello scorso anno don Augusto era stato colpito da un infarto mentre si trovava proprio in Rendena. Trasportato d’urgenza all’ospedale Santa Chiara di Trento, le sue condizioni erano apparse subito gravi. In questi mesi molti avevano continuato a seguire con apprensione la sua situazione, fino alla notizia della sua scomparsa, che oggi lascia un segno profondo nella comunità arcense.

 

 

Il ricordo di don Augusto non è soltanto quello di un parroco, ma di una figura capace di accompagnare intere generazioni nel loro cammino umano e spirituale. A Bolognano, negli anni Settanta, seppe creare attorno a sé un gruppo di giovani che trovarono nella parrocchia un luogo di incontro, amicizia e crescita.
Tra loro c’era anche Ruggero Morandi, ex sindaco di Arco, che ricorda così quegli anni: «Quando si termina la scuola media, la vita sembra aprirsi davanti come un sentiero nuovo. Le persone che si incontrano in quegli anni, se l’incontro è autentico, restano per sempre e segnano profondamente il cammino».

(nella foto un giovane don Augusto Tamburini all’Oratorio di Bolognano nella fila della S.S. Stivo)

Don Augusto arrivò proprio in quel periodo di cambiamento. Con discrezione e pazienza seppe costruire occasioni di incontro partendo dalle sue passioni: la montagna, la natura, lo sport, la musica e l’insegnamento. «Non era più tempo di maestri, ma di testimoni», ricorda Morandi. «Don Augusto, con discrezione e pazienza, cominciò semplicemente a creare occasioni di incontro».
Da quelle esperienze nacquero campeggi estivi e invernali, momenti di confronto e amicizia, ma anche iniziative di servizio per la comunità. I ragazzi partecipavano alle attività dell’oratorio, organizzavano feste e recital, collaboravano nella catechesi. «In quella vita condivisa cercavamo di capire noi stessi, le nostre paure e i nostri sogni», scrive ancora Morandi. «Don Augusto ci accompagnava con pazienza, aiutandoci a scoprire la forza gentile e potente del Vangelo».
Grande appassionato di montagna, accompagnò molti giovani sui sentieri e sulle pareti del Trentino.
Fu anche atleta della Stivo, partecipando a corse in montagna e campestri. Ma un segno importante lo lasciò anche nella vita culturale della comunità: proprio a Bolognano sostenne la realizzazione di un organo per la chiesa parrocchiale e incoraggiò la nascita del coro, contribuendo a far crescere una tradizione musicale che ancora oggi accompagna la vita della parrocchia.
Accanto alle attività e agli incontri, restava soprattutto il suo modo di essere prete, fatto di semplicità e attenzione verso gli altri. Visite agli ammalati, gesti di solidarietà verso le famiglie in difficoltà, una presenza discreta ma costante nella vita quotidiana della comunità.
Anche l’Oratorio di Arco lo ha ricordato con parole semplici e piene di affetto: «Oggi ci lascia il nostro caro don Augusto, vogliamo ricordarlo per il suo sostegno e vicinanza a tutte le nostre attività». Un ricordo che passa anche attraverso piccoli gesti rimasti nel cuore di tanti animatori. «Ogni anno il primo giorno di Grest passava in oratorio per farci l’in bocca al lupo, sostenendoci con la preghiera… e ogni volta ci lasciava un’offerta per prendere l’anguria agli animatori: “con sto calt chi l’è giusto che i se rinfresca”».
Parole che raccontano bene il tratto umano di un sacerdote vicino alle persone, capace di stare accanto ai giovani con semplicità e affetto.
Oggi Arco lo saluta con gratitudine. Nel ricordo di chi lo ha conosciuto resta l’immagine di un uomo che ha dedicato la sua vita al Vangelo e alle persone.
Come scrive Morandi nel suo saluto finale: «Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola».
Un ricordo arriva anche da parte di don Franco Torresani, ex parroco di Bolognano: “Ho avuto la grazia di conoscere da vicino una persona davvero unica: don Augusto Tamburini. In particolare negli intensi anni del mio servizio a Bolognano d’Arco, la sua terra natìa, ho avuto molte occasioni di collaborazione e di confronto che sono state per me profondamente feconde. La prima, forse la più evidente, era la sua naturale capacità di mettere a frutto i molti doni ricevuti, senza mai farli pesare sugli altri. Colpiva la sua passione per la cultura, in particolare per la storia e per la musica, accanto a quella per la montagna. Proprio la montagna è stata uno degli ambiti in cui don Augusto ha saputo coinvolgere e avvicinare generazioni di persone come occasione di crescita e di incontro. La praticava anche a livello sportivo, con risultati di rilievo nell’attività agonistica della corsa in montagna tra gli anni Sessanta e Ottanta. Gli sono ancora grato per l’importante aiuto che mi offrì tra il 2016 e il 2018, durante la complessa fase di rifondazione della sezione Atletica – Corsa in Montagna della S.S. Stivo. Una società storica e gloriosa nata nel lontano 1922 nell’Oltresarca e che negli ultimi decenni, anche grazie a figure di grande valore come Franco Travaglia, ha portato la città di Arco ai vertici della corsa in montagna mondiale».

(n.f.)