Addio a Clara Santuliana di Arco, amore e altruismo per la Comunità

Redazione03/04/20243min
SANTULIANA CLARA



 

“Non ti diciamo addio, perché tu sei sempre con tutti noi”. Una toccante poesia per ricordare il sorriso di Clara Santuliana, scomparsa il giorno di Pasqua a soli 49 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro. Una morte che ha destato sgomento in tutto l’Alto Garda.
Figlia di Attilio, noto carrozziere di Arco, abitava in via Fornaci ed era sposata con Carlo Reversi, con il quale aveva avuto due figlie Sara e Alessia. Oggi la piangono la mamma Patrizia e il papà Attilio, le sorelle Laura con Massimo, Lisa con Matteo, Paola con Stefano, nipoti e parenti, ma la Comunità intera di Romarzollo alla quale si dedicava con devozione e passione.
La cerimonia funebre si terrà mercoledì 3 aprile, alle ore 15, nel santuario Madonna delle Grazie di Arco. “Non fiori, ma eventuali offerte – chiedono i famigliari – da devolvere all’associazione Serenella ODV”.
Gualtiero Toniolo, amico di famiglia, ha inviato a “La Busa” una toccante lettera per ricordare Clara.
“Un vuoto che si dilata nel silenzio. Il vuoto è quello della scomparsa di Clara. Il silenzio è quello che lo circonda. Con lampi che me la ricordano, come certi suoi sorrisi. Per chi ha conosciuto Clara, la sua dipartita è stato un gran dolore, ma non una sorpresa. Quello che davvero rimane di lei è una lezione di stile, di rigore di consapevolezza della condizione umana dalla quale, sommersi come siamo da tanta frivolezza, abbiamo tutti molto da imparare. Non c’è niente di adeguato a sottolineare la sua grandezza, che fa del suo lascito spirituale una fiamma che scalda e rischiara. Riconosceva anche l’importanza del senso religioso come antidoto alla mercificazione dei rapporti umani. Quello scelto da Clara è stato un modo di affrontare la malattia, di certo non l’unico, ma sicuramente molto coraggioso. A ciascuno il suo cammino. Il tempo insegna che bisogna accettare le domande senza risposte. Per me Clara era una che andava sempre di corsa. La sua, però, non era la fretta degli impazienti, solo l’altruismo dei generosi; che vogliono fare tutto subito e bene per poi vederti sorridere. A Carlo suo marito, alle figlie Sara e Alessia, alla mamma Patrizia, a suo papà Attilio e alle sorelle, che in questo momento sono distrutti dal dolore, abbracciandoli, dico di essere orgogliosi per averci fatto condividere i nostri giorni con Clara”.

La Busa
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