Accesso ai servizi pubblici online: va in pensione la “security card”

Redazione24/09/20212min718
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Il 30 settembre 2021 sarà l’ultimo giorno di utilizzo della “security card”, uno dei sistemi di accesso ai servizi pubblici online. La “security card” era stata introdotta per facilitare la consultazione, soprattutto in mobilità, dei servizi senza la necessità di avere in dotazione il lettore di smart card o un computer configurato. Da tempo l’accesso raccomandato ai servizi digitali della pubblica amministrazione trentina passa attraverso sistemi più moderni e sicuri, quali l’Identità digitale (Spid), la carta di identità elettronica (Cie) o la tessera sanitaria attivata ai servizi (Cns/Cps). Da inizio 2021 gli accessi ai servizi pubblici online con la security card sono stati 343 mila, da parte di circa 24 mila trentini, su un totale di 2 milioni di accessi. Nello stesso periodo, il sistema Spid ha registrato 1,12 milioni di accessi, seguito dalla tessera sanitaria con 378 mila utilizzi. Da qui il consiglio ai 24 mila utenti trentini, che ancora usano la “security card”, di passare a Spid, nuovo standard nazionale.
A fine febbraio 2021, le amministrazioni italiane hanno reso disponibili i propri servizi digitali online, esclusivamente con strumenti di “identità digitale forte”, quali Spid, carta di identità elettronica (Cie) e la tessera sanitaria attivata (Cns/Cps).
In Trentino la migrazione verso i nuovi sistemi di certificazione ha visto il coinvolgimento dei Comuni, grazie all’azione congiunta della Provincia autonoma di Trento, Consorzio dei Comuni Trentini e Trentino Digitale.
A fine settembre arriva in scadenza, così come annunciato più volte in questi mesi, la Security Card, sistema per l’utilizzo di credenziali alternative di accesso ai servizi pubblici online. A partire da quella data, gli utenti trentini dovranno dotarsi di una identità digitale forte, come appunto Spid o – in alternativa – la Cps/Tessera Sanitaria.

La Busa

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