A Trento per un giorno l’auto della strage di Falcone

Redazione24/03/20263min
QuartoSavona15


 

Mercoledì 25 marzo il cuore di Trento si fermerà per un momento di riflessione collettiva. In piazza Dante, davanti al palazzo della Regione, sarà esposta – per una sola giornata intera – la teca della “Quarto Savona 15” (nella foto), contenente i resti della Fiat Croma blindata che faceva parte della scorta del giudice Giovanni Falcone, distrutta nella strage di Capaci.
L’iniziativa, promossa da Tina Montinaromoglie del caposcorta Antonio Montinaro – rientra in un percorso itinerante che attraversa l’Italia con un obiettivo preciso: mantenere viva la memoria delle vittime e trasmettere alle nuove generazioni il valore della legalità. Accanto al ricordo di Falcone e della moglie Francesca Morvillo, l’esposizione rende omaggio agli agenti Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Di Cillo, caduti nello stesso attentato.

 

 

Il 23 maggio 1992 rappresenta una ferita ancora aperta nella storia del Paese. Quel giorno, sull’autostrada nei pressi di Capaci, un’esplosione devastante causata da centinaia di chilogrammi di tritolo pose fine alla vita di uno dei simboli della lotta alla mafia. Giovanni Falcone, magistrato impegnato in prima linea contro Cosa Nostra, aveva contribuito in modo decisivo al maxi-processo di Palermo, segnando una svolta nella storia della giustizia italiana.
La presenza della teca a Trento assume un significato che va oltre la commemorazione. È un invito a non dimenticare e a riconoscere il valore quotidiano dell’impegno civile. In un tempo in cui la memoria rischia di affievolirsi, iniziative come questa riportano al centro il sacrificio di chi ha scelto di servire lo Stato fino alle estreme conseguenze.
Per consentire lo svolgimento della cerimonia di scopertura, il Comune ha disposto alcune modifiche alla viabilità: mercoledì 25 marzo sarà vietato il transito in piazza Dante dalle 8.30 alle 10, mentre la sosta sarà vietata – con rimozione forzata – nel tratto tra via Vannetti e via Torre Vanga dalle 22 di martedì 24 fino alla mezzanotte del giorno successivo.
Trento si prepara così ad accogliere non solo un simbolo, ma una testimonianza concreta. Un frammento di storia che continua a parlare, ricordando che la legalità è un impegno che riguarda tutti. (n.f.)