A Dro si torna a vivere la Sarca grazie alla rinascita di Isolat

Claudio Chiarani10/10/20213min1370
sarca dro


Il consiglio comunale di Dro ha dato il via libera ai lavori che faranno rinascere quell’area tanto contesa tra acqua e terra che si chiama “Isolat” e che sorge al centro di un’ansa del fiume Sarca tra il sedime stradale della Gardesana, che collega ancora il centro storico all’area sportiva in località Oltra e lo stabile che ospita la Biblioteca comunale, il Centro culturale e la sede di alcune associazioni tra cui, ad esempio, quella della Banda di Dro e Ceniga.
Si tratta di un’area centrale e strategica per i residenti di Dro, infatti poco distante si trovano ambulatori medici, sale musicali e un albergo con piscina, una zona al centro del percorso partecipativo avviato dalla Rete delle Riserve del Basso Sarca (già Parco Fluviale) in collaborazione con l’assessorato all’ambiente del Comune di Dro. La presentazione è avvenuta alla presenza del dottor Lorenzo Malpaga e del suo collega Donatello Birsa del Servizio Provinciale Bacini Montani. I due tecnici provinciali hanno spiegato la tipologia degli interventi e delle opere idrauliche necessarie al fine di ripristinare qual “ramo morto” del Sarca. Opere di pulizia dopo quelle già effettuate post piena 2020, ossia liberare dai detriti trasportati dal fiume la zona al fine di poter creare una rampa d’accesso al cantiere che sorgerà per lo scopo descritto. Il progetto, una volta terminati i lavori, porterà allo scorrere dell’acqua lentamente nel ramo secondario, la creazione di piccoli laghetti alternati a cascatelle dedicati anche al recupero floro-faunistico dell’Isolat. Questo nel primo lotto dell’intervento, mentre nel secondo si creerà il collegamento tra il Centro culturale di Dro e l’abitato stesso con l’area arginale del Sarca. Una serie di opere collaterali come panchine in legno dove sostare, magari a leggere o semplicemente godere del luogo ameno, i parcheggi spostati di pochi metri rispetto all’area attuale in una accanto acquisita dal Comune saranno l’ideale completamento di riavvicinamento della comunità al fiume Sarca.

La Busa

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