“Il balsamo dell’inquietudine”, Arco ricorda don Marcello Farina

Un ritorno ad Arco attraverso le parole, i ricordi e l’eredità culturale e umana lasciata in tanti anni di insegnamento e impegno. Venerdì 9 ottobre alle ore 17 la Libreria Cazzaniga ospiterà la presentazione del libro “Marcello Farina. Il balsamo dell’inquietudine”, dedicato alla figura del sacerdote, filosofo e docente trentino scomparso il 28 novembre 2025.
L’iniziativa è promossa dagli amici di Arco e dalla Fondazione don Lorenzo Guetti e assume un significato particolare proprio per il legame che don Marcello Farina ebbe con la città. Fu infatti ad Arco, tra il 1965 e il 1967, che il giovane sacerdote mosse i primi passi del proprio ministero pastorale svolgendo l’incarico di cappellano subito dopo l’ordinazione sacerdotale, avvenuta a Trento il 27 giugno 1965.
A ricordarne la figura saranno Carlo Tamburini, personalità conosciuta per il proprio impegno nel mondo sociale, cooperativo e parrocchiale, Michele Dorigatti, direttore della Fondazione don Lorenzo Guetti, e Alberto Folgheraiter, giornalista, scrittore e volto noto della Rai regionale che ha curato il volume pubblicato a poche settimane dalla morte del sacerdote originario di Balbido.
Nato nel 1940, Farina è stato per decenni una delle voci più autorevoli e apprezzate del panorama culturale trentino. Sacerdote, ma anche filosofo, insegnante e divulgatore, ha accompagnato generazioni di giovani e adulti nello studio e nella riflessione sulle grandi domande dell’uomo, intrecciando filosofia, storia, teologia e attenzione alla società contemporanea.
Ha insegnato nei licei di Trento e successivamente filosofia all’Università di Trento, alla Fondazione Bruno Kessler e all’Università della Terza Età presso la Fondazione Franco De Marchi. Una lunga attività educativa caratterizzata dalla capacità di rendere accessibili anche i temi più complessi e, soprattutto, da una costante apertura al confronto e al dialogo.
Definito “maestro di libertà e di umanità”, Farina è stato insignito dell’Aquila di San Venceslao, massima onorificenza della città di Trento, quale riconoscimento per la sua cultura, la vocazione educativa e la continua ricerca del dialogo.
Numerosi anche i libri attraverso i quali ha portato il pensiero filosofico fuori dagli ambiti accademici.










