Circonvallazione, l’ex sindaco Parolari rilancia il tunnel corto: «Prima pensiamo a Torbole»

Nel dibattito sempre più acceso sul futuro della viabilità dell’Alto Garda e, in particolare, sulle diverse ipotesi per la circonvallazione di Torbole, interviene anche Giuseppe Parolari, ex sindaco di Nago-Torbole. Lo fa ponendo al centro una questione che, a suo giudizio, sarebbe rimasta finora sostanzialmente ai margini del confronto: quale soluzione consentirà davvero di liberare il centro e soprattutto il lungolago di Torbole dal traffico di attraversamento?
«Si chiama circonvallazione di Torbole, ma non è affatto così perché non cura gli interessi di Torbole», esordisce Parolari. Secondo l’ex sindaco, infatti, se l’opera fosse pensata innanzitutto per il paese, «l’obiettivo principale sarebbe portare il traffico all’esterno del centro storico, chiudendo al traffico di passaggio il lungolago per trasformarlo in una Ztl e in un salotto».
Un obiettivo che, sostiene Parolari, non sarebbe stato adeguatamente considerato nemmeno negli studi più recenti. «Si parla di riduzione del traffico alla rotatoria Tosi, di riduzione del traffico al Linfano e, in modo generico, a Torbole», osserva, ricordando che una riduzione complessiva dei flussi attraverso il paese sarà legata anche alla futura apertura della Loppio-Busa.
Il nodo, per l’ex primo cittadino, rimane però il lungolago torbolano, «uno dei pochi dell’intero Garda ancora aperti al traffico di passaggio». Proprio la possibilità di chiuderlo, secondo Parolari, dovrebbe diventare uno dei criteri principali attraverso i quali confrontare le diverse alternative progettuali.
Da qui le perplessità sull’ipotesi di una lunga galleria con uscita alla Maza. Parolari ritiene che questa soluzione potrebbe rendere difficile eliminare completamente il traffico dal lungolago: «Dovrà servire ancora a far passare i rivani e i torbolani che vanno a Malcesine e quelli di Malcesine che vanno a Riva, che si rifiuteranno di andare ogni volta ad Arco, facendo una decina di chilometri in più, per raggiungere l’altra sponda».
Per questo chiede che nel confronto venga considerata anche l’ipotesi del tunnel corto Conca d’Oro-trivio di Torbole e che venga fornito un dato preciso: «Quanti veicoli rimarrebbero sul lungolago di Torbole nelle tre ipotesi con uscita alla Maza, al Linfano e al trivio di Torbole, a parità di flussi?».
Un numero che, secondo Parolari, dovrebbe affiancare gli altri parametri già utilizzati per valutare i progetti: lunghezza del tracciato, costi, impatto ambientale e tempi di realizzazione. «Solo allora il confronto tra le varie soluzioni sarebbe corretto e significativo».
L’ex sindaco entra quindi anche nella questione economica. A suo giudizio, i dati finora presentati non dimostrerebbero che, per liberare Torbole dal traffico di attraversamento, sia indispensabile realizzare una galleria di quasi quattro chilometri fino alla Maza, indicata con un costo di 235 milioni di euro.
«Non sappiamo nemmeno quale beneficio aggiuntivo produrrebbero i circa tre chilometri di galleria in più necessari per arrivare alla Maza rispetto a quella corta Conca d’Oro-trivio di Torbole», afferma Parolari, che quantifica in «almeno 150 milioni di euro» la maggiore spesa stimata.
La sua proposta è dunque quella di riportare il confronto sull’effetto concreto che ciascuna soluzione avrebbe sul paese, e in particolare sul suo affaccio al lago. Il tunnel corto, aggiunge, potrebbe offrire anche un’altra opportunità: «Permetterebbe di risolvere definitivamente l’accesso all’area delle Busatte, oggi caotico, e di realizzare un grande parcheggio interrato».
Per Parolari, quindi, prima di individuare la soluzione definitiva occorre chiarire gli obiettivi e misurare con gli stessi criteri tutte le alternative. E tra questi criteri dovrebbe entrare a pieno titolo anche una domanda che riguarda direttamente il futuro turistico e urbano di Torbole: quanto traffico resterà sul suo lungolago?










