“Fòra Fest”, Da Riva a New York 206 opere per superare i pregiudizi

Fabio Galas06/10/20264min
Ballerina in rosso su sfondo bianco

Uscire dagli schemi, dai pregiudizi e dal silenzio per portare la salute mentale dentro la comunità. È questo lo spirito di “Fòra Fest”, la nuova rassegna culturale diffusa dedicata alla salute mentale che nei prossimi giorni farà tappa anche nell’Alto Garda con due appuntamenti tra arte e teatro.

 



 

Il nome della manifestazione prende spunto dal dialetto trentino: “fòra” significa infatti uscire, andare fuori. Un termine scelto per raccontare la volontà di superare le etichette e costruire una cultura della salute mentale aperta, partecipata e capace di coinvolgere l’intera comunità.
La rassegna nasce dall’incontro tra realtà diverse, dalla cooperazione sociale ai servizi sanitari, accomunate da una lunga esperienza di lavoro sul territorio e da una visione orientata alla “recovery”: la possibilità, cioè, che ogni persona possa ricostruire una vita significativa al di là della propria diagnosi.
Fòra Fest è promosso da Consolida insieme alle cooperative sociali Arcobaleno, Gruppo 78, Incontra, Oltre e Vales, al Dipartimento di Salute Mentale di Asuit e all’Associazione Il Cerchio Fareinsieme.
Il primo appuntamento nell’Alto Garda è in programma mercoledì 7 ottobre alle 17 alla Galleria Il Transito di Arco, dove sarà inaugurata la mostra “EtichettARTE”, visitabile fino al 14 ottobre. Protagoniste saranno 206 opere che hanno viaggiato per posta, mettendo idealmente in collegamento Riva del Garda e New York con l’obiettivo di “rispedire al mittente” pregiudizi e diagnosi.
Il progetto nasce infatti dallo scambio tra la Comunità Terapeutico Riabilitativa Villa Ischia di Riva del Garda e il Rockland Psychiatric Center di New York, che hanno scelto la “mail art” come strumento per parlare di salute mentale e arteterapia.
La mail art si basa su un principio semplice: l’opera viaggia attraverso il servizio postale, senza prezzo né gerarchie. Francobolli, timbri, pieghe e lo stesso percorso compiuto diventano parte del lavoro artistico. Tra giugno e settembre la call lanciata da Villa Ischia ha raccolto 206 opere provenienti da diverse parti del mondo, realizzate da artisti, pazienti e cittadini.
Ad Arco saranno esposte in una vera galleria d’arte, senza indicazioni che permettano di distinguere le opere realizzate da persone con una diagnosi psichiatrica dalle altre. Una scelta che diventa essa stessa parte del messaggio: nell’arte le etichette perdono significato e ciò che rimane è l’opera.
Il secondo appuntamento è previsto sabato 10 ottobre alle 20.30 con lo spettacolo teatrale “Follie Follie, delirio vano è questo”, ideato e interpretato dallo psichiatra Giuseppe Bettinazzi.
Una rappresentazione che sceglie una strada insolita per avvicinare il pubblico alle patologie psichiatriche: quella della musica e dell’opera lirica. Parole, storie e brani musicali accompagneranno gli spettatori in un percorso attraverso diverse forme del disagio psichico, dai disturbi del comportamento alla follia, dalla depressione fino al suicidio, mostrando come nell’opera la sofferenza e la patologia possano trasformarsi in espressione artistica.
Bettinazzi definisce lo spettacolo «un continuo rincorrersi tra parole e musica, un divertissement mentale, un gioco tra il serio e il faceto». Un altro modo, dunque, per raggiungere l’obiettivo di Fòra Fest: portare la salute mentale “fòra”, fuori dai luoghi specialistici e dentro gli spazi della vita quotidiana, della cultura e della comunità.