Dro, la scuola cambia volto: cemento, contemporaneità e nuovi spazi

Redazione08/10/20265min
dro - scuola secondaria

Un edificio scolastico che negli anni ha cambiato pelle, ampliandosi, adeguandosi e assumendo un linguaggio architettonico decisamente più contemporaneo. La scuola secondaria di primo grado di Dro torna sotto i riflettori grazie a una serie di immagini pubblicate da Heidelberg Materials Italia, che ha fornito il cemento utilizzato per la struttura e che ha scelto proprio il complesso scolastico droato per raccontare il ruolo dei materiali da costruzione negli edifici destinati alle nuove generazioni.

 



 

Al di là del messaggio aziendale, le fotografie permettono soprattutto di osservare da vicino il risultato di un intervento importante per il paese: ristrutturazione, ampliamento e adeguamento della scuola, accompagnati dalla costruzione della nuova palestra. Un percorso che ha interessato il complesso di via Sant’Antonio e che, già nella programmazione provinciale, disponeva di un quadro economico superiore ai 5,4 milioni di euro. La direzione lavori è stata affidata a un raggruppamento guidato dallo Studio Fontana & Lotti-Lorenzi, per un importo lavori indicato in circa 4,4 milioni.
Oggi il risultato è quello di una scuola dal profilo essenziale e moderno, inserita nel paesaggio della valle senza ricorrere a forme troppo invasive. Le superfici chiare dell’edificio si alternano alle grandi finestre, alle parti rivestite in metallo e agli inserti color ruggine che incorniciano alcuni ingressi e volumi, creando un contrasto netto ma misurato con le facciate più neutre.
È proprio questo dialogo tra materiali diversi a dare carattere al complesso. Il cemento resta la componente strutturale “silenziosa”, come la definisce la stessa azienda, mentre all’esterno emergono elementi metallici, superfici lisce e volumi geometrici che restituiscono alla scuola un’immagine molto diversa da quella dell’edilizia scolastica tradizionale.
Nelle fotografie si nota anche il rapporto diretto con gli spazi esterni: rastrelliere per le biciclette, percorsi pedonali, rampe, cortili e aree che accompagnano l’ingresso degli studenti. Un’architettura quindi non solo da guardare, ma da vivere ogni giorno.
Un cantiere che ha cambiato la scuola
L’intervento non si è limitato al semplice rifacimento estetico. Il progetto ha riguardato infatti l’adeguamento complessivo del plesso, l’ampliamento degli spazi e la costruzione della nuova palestra, ridisegnando progressivamente l’intero polo scolastico.
A completare questa trasformazione è arrivata anche l’arte. Nell’agosto 2024 l’artista Alan Vitti ha realizzato nel cortile interno il murales “IMPARARe AD IMPARARe”, inaugurato ufficialmente nel giugno 2025. Un’opera pensata non come semplice decorazione, ma come richiamo all’autonomia, al metodo e alla capacità degli studenti di costruire nel tempo il proprio percorso di apprendimento. Il grande segno grafico verde visibile sulla parete laterale dell’edificio è diventato così uno degli elementi più riconoscibili del nuovo complesso.
Il cemento come base, ma l’architettura fa la differenza
Heidelberg Materials insiste, nel proprio racconto, soprattutto su concetti come solidità, sicurezza e durata del cemento. È una lettura inevitabilmente legata all’attività dell’azienda, ma il caso di Dro offre anche uno spunto più ampio. Una scuola è infatti uno degli edifici pubblici più utilizzati da una comunità: deve durare, adattarsi nel tempo e allo stesso tempo offrire ambienti accoglienti e riconoscibili. E a Dro il risultato visibile oggi è proprio questo: una struttura che conserva la robustezza di un edificio pubblico, ma prova a scrollarsi di dosso l’immagine grigia e anonima della vecchia scuola, giocando con superfici, colori, metallo, vetro e arte urbana.
Un investimento sulla struttura, certo. Ma anche sull’ambiente nel quale, ogni mattina, entrano studenti destinati a trascorrervi una parte importante dei loro anni di crescita.
(n.f.)