Ampliamento ex Hotel Arco, la proprietà: «Bocciato per i mancati chiarimenti della giunta Fiorio»

La Variante 17 dell’ex Hotel Arco non sarebbe stata fermata dalla Provincia per l’inchiesta “Romeo”, ma al termine di un procedimento urbanistico nel quale il Comune non avrebbe fornito le integrazioni richieste entro i 60 giorni assegnati. Dopo giorni di polemiche entra direttamente nel dibattito Arco.RE, società proprietaria dell’ex albergo e protagonista del progetto di riqualificazione costruito negli ultimi anni insieme alla precedente amministrazione comunale. La proprietà mette in fila gli ultimi passaggi dell’iter e sostiene che proprio il mancato riscontro del Comune alle richieste provinciali abbia portato alla non approvazione della Variante.
È un nuovo capitolo di una vicenda urbanistica iniziata diversi anni fa e tornata al centro del confronto politico dopo la decisione della Provincia dell’11 settembre.
Arco.RE è la società proprietaria dell’ex Hotel Arco, acquisito nel 2019. Dietro l’operazione figurano gli investitori Heinz Peter Hager, Paolo Signoretti e Peter Stadler, indicati dalle cronache degli anni in cui è stato sviluppato il progetto come protagonisti della società. Hager e Signoretti, in particolare, hanno seguito pubblicamente fin dall’inizio il percorso di riqualificazione dell’area.
Il progetto e la Variante 17
L’obiettivo era recuperare uno dei grandi compendi dismessi all’ingresso di Arco attraverso un intervento nel quale strutture ricettive e residenziali si accompagnavano a spazi verdi e opere di interesse pubblico. Il percorso è poi confluito nella Variante 17 al PRG, adottata per la prima volta dal Consiglio comunale il 22 maggio 2023 e successivamente proseguita attraverso l’iter provinciale. Ed è proprio sull’ultima fase del procedimento che Arco.RE concentra oggi la propria ricostruzione.
«La Provincia ha richiesto al Comune ulteriori chiarimenti e integrazioni della documentazione – afferma la società – assegnando un termine di 60 giorni e precisando che, in assenza di riscontro, avrebbe proceduto alla non approvazione».
Secondo Arco.RE, «il Comune non ha dato seguito alle richieste della Provincia e non ha fornito gli elementi richiesti, rimettendo alla Provincia la conclusione del procedimento».
La scansione temporale era stata ricostruita nelle scorse ore anche dall’ex assessore Nicola Cattoi: richiesta provinciale di modifiche e integrazioni il 18 febbraio 2026, sessanta giorni concessi al Comune e comunicazione dell’amministrazione del 20 marzo, con la quale veniva rappresentata l’impossibilità di procedere alle modifiche richieste nelle condizioni indicate. L’11 settembre è arrivata la non approvazione della Variante.
Arco.RE: «L’inchiesta Romeo non è la motivazione»
La proprietà interviene quindi sul punto più delicato. «L’inchiesta “Romeo” non ha alcuna relazione con le motivazioni della mancata approvazione – sostiene Arco.RE – che ha a che fare solo con il procedimento urbanistico e con la mancata consegna della documentazione richiesta al Comune».
Il tema dell’ex Hotel Arco e l’inchiesta erano stati accostati nel dibattito politico e nelle cronache degli ultimi anni. Arco.RE chiede però di tenere distinti i due piani quando si parla specificamente delle ragioni che hanno portato al provvedimento provinciale. «Ogni sovrapposizione tra la mancata approvazione della Variante e l’inchiesta “Romeo” – afferma la società – è slegata dalle motivazioni del provvedimento provinciale e rischia di fornire una rappresentazione fuorviante dei fatti».
La Variante si ferma, ma l’ex Hotel Arco può rinascere
La posizione della proprietà si aggiunge alle ricostruzioni emerse negli ultimi giorni. L’ex assessore Nicola Cattoi ha difeso il percorso della precedente amministrazione e i benefici pubblici previsti dall’accordo urbanistico, mentre la sindaca Arianna Fiorio ha chiarito un elemento decisivo per comprendere cosa potrà accadere adesso. La mancata approvazione della Variante 17, infatti, non impedisce alla proprietà di intervenire sull’ex Hotel Arco. Come ha ricordato la sindaca, il PRG vigente consente già la demolizione e la ricostruzione dell’edificio, prevedendo anche un incremento volumetrico fino al 50%.
È proprio su questo punto che la sindaca ha impostato la posizione dell’attuale amministrazione: la riqualificazione dell’ex albergo può dunque procedere nel rispetto delle regole urbanistiche già esistenti, mentre una variante al PRG deve essere accompagnata, secondo la Giunta, da un interesse pubblico chiaramente definito e proporzionato alle possibilità aggiuntive riconosciute al privato. Arco.RE concentra invece l’attenzione sulle ragioni procedurali che, secondo la società, hanno determinato l’esito della Variante 17.
La Variante si ferma, dunque, ma non necessariamente il recupero dell’ex Hotel Arco. Il vecchio edificio potrà essere abbattuto e ricostruito secondo quanto già consente il PRG vigente. Resta da capire quale strada sceglierà adesso la proprietà e quale progetto potrà ridisegnare, dopo anni di attesa, uno degli immobili più visibili all’ingresso di Arco.
(n.f.)







