Barriere architettoniche, Più Democrazia porta il caso Dro all’attenzione del Governo

Redazione02/07/20263min
20180911IMG_6198 ARCO MARCIA DELLE CARROZZINE SU BARRIERE ARCHITETTONICHE ARCO VIA BADEN POWELL


 

Più Democrazia in Trentino porta il caso del Piano per l’Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA) del Comune di Dro all’attenzione del Parlamento. Dopo settimane senza riscontri da parte dell’Amministrazione comunale, l’associazione annuncia infatti che la vicenda è sfociata in un’interrogazione parlamentare rivolta al Governo.
Secondo quanto comunicato dall’associazione, lo scorso 19 giugno è stato trasmesso al Comune di Dro e al Difensore civico della Provincia autonoma di Trento un documento contenente proposte per favorire l’avvio del procedimento di adozione del PEBA, lo strumento di pianificazione volto a individuare e programmare l’eliminazione delle barriere architettoniche.
L’iniziativa nasce dall’attività del segretario dell’associazione, Paolo Minotto, nell’ambito dell’aggiornamento del Piano Integrato di Attività e Organizzazione (PIAO) del Comune di Dro. L’associazione evidenzia come il Difensore civico provinciale sia stato finora l’unico soggetto istituzionale ad aver promosso un confronto sulla questione, invitando formalmente l’amministrazione comunale a fornire un riscontro.

 

 

Nel documento, oltre a segnalare alcune criticità amministrative, Più Democrazia in Trentino propone una serie di misure operative per facilitare l’adozione del PEBA: dalla ricerca di finanziamenti dedicati alla collaborazione tra enti locali, dal coinvolgimento delle associazioni e delle persone con disabilità all’utilizzo di strumenti digitali per la mappatura delle barriere architettoniche, fino all’introduzione di indicatori pubblici per monitorare l’attuazione degli interventi.
L’associazione sostiene però di non aver ricevuto, ad oggi, alcuna risposta dal Comune di Dro, né formale né informale, e rileva anche l’assenza di un dibattito pubblico sul tema dell’accessibilità. Per questo motivo il presidente Alex Marini, il segretario Paolo Minotto e la componente del direttivo Michela Lupi hanno deciso di rivolgersi alle istituzioni nazionali.
L’associazione ringrazia la deputata Emma Pavanelli per aver raccolto le proprie osservazioni e aver presentato l’interrogazione parlamentare n. 4-08324, depositata il 26 giugno e indirizzata alla ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli, al ministro per la Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo e al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.
L’Atto parlamentare, si legge nella nota, utilizza il caso di Dro per affrontare un tema più ampio: i ritardi nell’adozione dei PEBA da parte di numerosi comuni italiani, spesso alle prese con carenze di risorse tecniche, organizzative ed economiche. Tra le richieste rivolte al Governo figurano la predisposizione di piattaforme pubbliche standardizzate per favorire la partecipazione dei cittadini e la digitalizzazione delle mappature delle barriere architettoniche, anche attraverso strumenti open source, oltre al rifinanziamento delle misure previste dal decreto ministeriale del 2022 a sostegno della progettazione e dell’attuazione dei PEBA.