Tari in calo a Dro, ma il Pd attacca

La Tari scende, ma sulla lettura dei numeri si apre un nuovo scontro politico a Dro. Se da un lato l’amministrazione comunale rivendica una riduzione delle tariffe per famiglie e imprese nel 2026, dall’altro il Partito Democratico Dro-Drena contesta la narrazione della maggioranza e accusa la Giunta di attribuirsi meriti che, secondo l’opposizione, non le apparterrebbero.
La questione è stata al centro dell’ultimo Consiglio comunale, durante il quale sono stati approvati il Piano economico finanziario 2026-2029 del servizio rifiuti e le nuove tariffe Tari. Come illustrato dall’assessore al bilancio e ambiente Davide Trenti e dalla responsabile del servizio igiene ambientale della Comunità Alto Garda e Ledro, Annalisa Gelmini, le tariffe diminuiranno mediamente del 12% per le utenze domestiche e dell’11,3% per quelle non domestiche. Per una famiglia di tre persone residente in un’abitazione di 100 metri quadrati il risparmio potrebbe arrivare a circa 28 euro all’anno. Secondo l’assessore Trenti, il risultato sarebbe legato anche ai buoni dati della raccolta differenziata, che a Dro supera l’80%, e alla riduzione dei costi di smaltimento del rifiuto residuo, elementi che hanno contribuito al riconoscimento di “Comune Riciclone” assegnato da Legambiente.
Una lettura che però il Partito Democratico Dro-Drena contesta apertamente.
«L’annuncio del calo delle tariffe Tari è senza dubbio una buona notizia per famiglie e imprese dopo anni di pesanti aumenti», premette il gruppo consiliare dem. «Ma la riduzione dei costi, a differenza di quanto dichiarato dalla Giunta e dall’assessore competente, non dipende dal miglioramento dei dati della differenziata, che risultano addirittura in peggioramento».
Secondo il Pd, il vero motivo del calo sarebbe la conclusione del piano di investimenti e ammortamenti avviato nel 2020 con l’introduzione del nuovo sistema di raccolta dei rifiuti. Nei documenti economici, sostengono i consiglieri democratici, emerge infatti una diminuzione di circa 85 mila euro della quota fissa legata proprio agli ammortamenti, mentre la quota variabile, collegata ai costi di gestione del servizio, registrerebbe un lieve aumento. «Si tratta di un risultato frutto di scadenze temporali e non di specifiche e mirate azioni politiche», afferma il Pd. «Qualunque amministrazione si fosse trovata oggi a governare avrebbe beneficiato dello stesso effetto».
L’opposizione esprime inoltre preoccupazione per alcuni dati relativi alla raccolta dei rifiuti. Secondo il gruppo democratico, tra il 2024 e il 2025 il quantitativo di rifiuto residuo sarebbe aumentato del 13%, segnale che indicherebbe un peggioramento delle performance ambientali del sistema.
Da qui l’invito a guardare oltre il beneficio immediato delle bollette più leggere. «Il contenimento delle tariffe non può dipendere da fattori episodici, ma soltanto da un reale miglioramento della raccolta differenziata e da una maggiore valorizzazione dei materiali recuperati», sottolinea il Pd, che evidenzia inoltre come le tariffe di Dro restino comunque tra le più elevate dell’intera Comunità Alto Garda e Ledro.
Un confronto che riporta al centro un tema sempre molto sentito dai cittadini: quello dei costi dei servizi pubblici e dell’effettiva capacità della politica di incidere sui conti delle famiglie. E che, con ogni probabilità, continuerà ad alimentare il dibattito anche nei prossimi mesi.
(n.f.)










