Tour de Pance, alba sulla Ponale: fatica, polvere e lingue penzoloni

Redazione31/05/20264min
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Sveglia prima dell’alba, gambe ancora addormentate e una quarantina di ciclisti pronti a sfidarsi lungo uno dei percorsi più spettacolari del Garda. È andata in scena sabato 30 maggio la terza prova del Tour de Pance, la manifestazione ciclo-goliardica che continua a mescolare agonismo, amicizia e una buona dose di autoironia.
Alle 6.30 del mattino, con il sole che iniziava a illuminare le pareti rocciose della Ponale, i partecipanti si sono ritrovati alla prima galleria per il via della tappa.
Partenza immediata e gruppo che si è sgranato nel giro di poche centinaia di metri. Davanti i più allenati hanno imposto il ritmo; dietro i meno brillanti hanno dovuto fare i conti con la polvere sollevata dai battistrada e con una salita che non concede molte tregue. Scene che hanno regalato momenti quasi epici, soprattutto per chi si è trovato presto fuori giri.

 

Non sono mancati nemmeno i vantaggi della tecnologia. I partecipanti muniti di bici elettrica si sono infatti portati in avanscoperta per immortalare il sorgere del sole e, soprattutto, le espressioni sofferenti degli inseguitori. Un’attività svolta con grande entusiasmo e con quel sorriso appena accennato che, secondo alcuni, tradiva una certa soddisfazione per la pedalata assistita.

 

 

Il primo a raggiungere il traguardo posto alla Madonnina di Regina Mundi, poco prima di Pregasina, è stato Walter “Ex Ombroso” Azzolini. Il plurivincitore del Tour, rientrato dopo due tappe di assenza, ha subito fatto capire di avere intenzione di tornare protagonista. La missione, però, non sarà semplice: quest’anno gli organizzatori hanno introdotto una serie di penalizzazioni per i concorrenti più forti, una sorta di “dazi sportivi” pensati per mantenere aperta la competizione e dare qualche speranza anche ai pedalatori meno dotati.
La classifica generale registra infatti un cambio al vertice. La maglia gialla passa sulle spalle di Massimo Scudellari, conosciuto nell’ambiente del Tour come “Codefer”. Un vantaggio tutt’altro che rassicurante, visto che i distacchi restano contenuti e la prossima prova, annunciata come tecnica e inedita per le ruote grasse, potrebbe rimescolare nuovamente le carte.

Tra le donne, invece, nessuna novità: la maglia rosa resta saldamente nelle mani di “Me Friola”, che continua a difendere il primato senza particolari scossoni.
Il Tour de Pance tornerà a luglio, mese tradizionalmente decisivo per le sorti della manifestazione. In programma salite impegnative, una delle ormai classiche prove virtuali e soprattutto le attesissime cene di fine tappa. Momenti che gli organizzatori continuano a definire con ostinazione “frugali”, nonostante la fama racconti tutt’altra storia.
Del resto i veterani del Tour lo ripetono da anni: la coppa forse non si vince a tavola, ma senza quelle cene il Tour de Pance semplicemente non esisterebbe.