Via le transenne in via Lomego, scoppia la protesta: “Senza progetto è terra di nessuno”

Redazione02/05/20264min
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6Una strada riaperta. Nessun progetto. E, nel giro di pochi giorni, il caos. È la fotografia che emerge dalle parole – e dalle immagini – diffuse dal segretario del circolo PD di Arco, Renato Miorelli, che torna su una criticità già segnalata nei mesi scorsi dai residenti del rione Stranfora.
Il punto di svolta è datato 27 aprile. In quella giornata, la ditta Cosmi ha rimosso le transenne lungo via Lomego, tratto diventato di proprietà comunale dopo il passaggio in Consiglio del 24 febbraio. Da lì, secondo Miorelli, «in neppure una settimana si è tramutata nella prevista terra di nessuno».

Una strada stretta, ma con troppe funzioni
Via Lomego non è una strada qualunque. Corre lungo il confine nord del Parco Arciducale, è parte del “Sentiero turistico dell’Ulivo” e si innesta in un’area di pregio storico e paesaggistico, a ridosso del quartiere di Strafora.
Ma è anche una strada urbana con esigenze concrete: oltre 50 famiglie, un B&B, fondi agricoli. E soprattutto un problema strutturale: «metro alla mano – evidenzia Miorelli – non ha le dimensioni per permettere doppio senso e sosta».
Il risultato, oggi, è sotto gli occhi di tutti. Auto parcheggiate ovunque, accessi difficoltosi, spazi occupati da non residenti. «Ben 17 vetture in un solo fine settimana, la maggior parte non residenti», denuncia, parlando di “cittadini assediati”.

Il nodo irrisolto: la mancanza di un progetto
La critica più dura riguarda però l’assenza di pianificazione. «Avevo scritto più volte, sia alla precedente che all’attuale amministrazione, chiedendo un progetto prima della cessione», spiega Miorelli.
Un passaggio che si collega anche alle preoccupazioni già formalizzate nel 2025 dai residenti di Stranfora in un documento protocollato al Comune e al Comitato di partecipazione Arco Centro.
Due mesi di tempo tra il passaggio in Consiglio e la riapertura della strada. «Ma non c’è stato tempo e modo di pensare ad una soluzione», accusa.

Tutti scontenti
Il quadro che emerge è quello di un equilibrio saltato. Da un lato i residenti di via Lomego, che denunciano invasione e disordine. Dall’altro quelli di Strafora, che da anni chiedono soluzioni per la sosta e vedono ora una risposta parziale e disorganica.
«È più facile non decidere, ma poi si scontenta tutti», sintetizza Miorelli.

Le proposte: ZTL o divieti di sosta
Nel suo intervento, il segretario PD prova anche a indicare una strada. «Basterebbe usare la parola ZTL». Una zona a traffico limitato, ipotizza, con accesso riservato ai residenti delle aree limitrofe: Strafora, via Fossa Grande, Laghel.
In alternativa, un divieto di sosta rigoroso per i non residenti.
Ma con una condizione fondamentale: «Basta che poi ci sia un controllo».

Una questione urbana e politica
La vicenda di via Lomego non è solo un problema locale. Tocca temi più ampi: gestione degli spazi urbani, equilibrio tra mobilità e vivibilità, capacità di pianificazione.
E chiama direttamente in causa l’attuale amministrazione, a partire dal vicesindaco Marco Piantoni, destinatario anche di segnalazioni formali sul tema.
«Non affrontare il problema in maniera seria e celere – conclude Miorelli – non è segno di attenzione verso la città».
Intanto, tra parcheggi improvvisati e tensioni crescenti, via Lomego resta senza una direzione chiara.
E il rischio, sempre più concreto, è che una strada di pregio diventi davvero – come denunciato – una terra di nessuno. (n.f.)