Gardesana, via libera al maxi tunnel: si riscrive la viabilità del lato bresciano

Dopo oltre dieci anni di attesa, arriva il via libera definitivo. Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha espresso giudizio positivo di compatibilità ambientale sulla variante della SS45 bis Gardesana Occidentale. Un passaggio chiave che sblocca uno degli interventi più rilevanti per la viabilità del Garda bresciano.
Il progetto, promosso da ANAS, vale complessivamente 126,2 milioni di euro e punta a risolvere una delle criticità più evidenti dell’asse gardesano: il tratto tra Gargnano e Tignale.
Il cuore dell’opera: una nuova galleria Nord-Sud
L’intervento si concentra sulla realizzazione di una nuova galleria principale, sviluppata in direzione Nord-Sud. Si tratta di un tunnel di concezione moderna, progettato per consentire il transito regolare e continuo dei veicoli, inclusi i mezzi pesanti, superando le limitazioni strutturali della rete esistente.
La nuova infrastruttura permetterà di bypassare tre gallerie storiche oggi al centro delle criticità:
– “D’Acli”
– “Eutemia”
– “Dei Ciclopi”
Questi tunnel, costruiti negli anni ’30, presentano sezioni troppo ridotte in altezza e larghezza. Di fatto, non consentono il passaggio contemporaneo dei mezzi pesanti nei due sensi di marcia, imponendo un sistema a senso unico alternato regolato da semafori.
Il risultato è una viabilità frammentata: code frequenti, tempi di percorrenza incerti e aumento delle emissioni dovute alle soste forzate.
Riqualificazione delle gallerie esistenti
Il progetto non si limita alla nuova galleria. Prevede anche il recupero e l’adeguamento delle strutture esistenti. Le tre gallerie storiche verranno riqualificate e utilizzate per gestire il traffico nel senso opposto rispetto al nuovo tunnel.
Questo schema consentirà:
– la separazione dei flussi di marcia;
– l’eliminazione dei semafori;
– una maggiore fluidità del traffico, anche nei periodi di alta stagione.
Un sistema a doppia canna “diffusa”, che sfrutta sia il nuovo tracciato sia quello esistente, ridisegnando completamente la funzionalità del tratto.
Sicurezza e limiti del progetto
Tra gli obiettivi dichiarati c’è il miglioramento della sicurezza. La separazione dei flussi e l’adeguamento delle sezioni stradali dovrebbero ridurre il rischio di incidenti in uno dei punti più delicati della Gardesana.
Tuttavia, una scelta tecnica segna chiaramente il perimetro dell’intervento: l’esclusione di un percorso ciclopedonale all’interno delle gallerie esistenti. Una decisione che privilegia la mobilità veicolare e che potrebbe alimentare il dibattito in un territorio sempre più orientato al turismo lento.
Iter e prossimi passaggi
Il via libera del Ministero arriva al termine di un iter articolato, con il coinvolgimento diretto di Regione Lombardia. Già nel luglio 2024, su proposta dell’assessore Giorgio Maione, la Giunta regionale lombarda aveva espresso parere favorevole, definendo l’opera “strategica”.
Ora la fase successiva è quella dell’appalto. L’obiettivo dichiarato è accelerare, anche se la complessità tecnica dell’intervento lascia aperti interrogativi sui tempi reali di realizzazione.
Cantieri e impatto sul territorio
Resta infine il tema della gestione dei cantieri. Smaltimento dei materiali di scavo, organizzazione delle aree di lavoro e tutela del contesto ambientale saranno passaggi cruciali.
La Regione ha già aperto alla possibilità di un confronto con enti locali, Provincia di Brescia e Parco Alto Garda Bresciano per minimizzare l’impatto dei lavori.
Il maxi tunnel si candida così a diventare una delle opere simbolo del Garda dei prossimi anni. Un’infrastruttura attesa, pensata per risolvere problemi storici. Ma che, inevitabilmente, segnerà in modo profondo il rapporto tra mobilità e paesaggio lungo la sponda occidentale del lago. (n.f.)










