Ponte di Arco, semaforo per sempre dopo i lavori per le passerelle

Non sarà soltanto una soluzione temporanea di cantiere: dopo la realizzazione delle due nuove passerelle ciclopedonali laterali sul ponte storico di Arco, resterà in funzione un semaforo destinato a regolare in modo stabile i flussi tra auto, pedoni e ciclisti nel delicato incrocio tra via della Cinta, via Segantini e via Caproni Maini.
È questa la novità più rilevante emersa durante il question time del consiglio comunale di martedì 28 aprile, quando il vicesindaco Marco Piantoni ha risposto alla domanda d’attualità presentata dal capogruppo del Patt Carlo Pedergnana sulla sicurezza dell’attraversamento pedonale e ciclabile in corrispondenza del ponte sul Sarca.
In sostanza, una volta conclusi i lavori, pedoni e ciclisti non attraverseranno più “a vista” o approfittando dei rallentamenti spontanei del traffico, come avviene oggi: sarà invece il semaforo a fermare le auto e a consentire l’attraversamento in sicurezza, regolando il passaggio da sud verso nord del ponte, in particolare lungo l’asse tra via della Cinta e la zona di Prabi.
«Una delle idee, una delle intenzioni che abbiamo – ha spiegato Piantoni – è quella di utilizzare l’impianto semaforico sul ponte storico, in prossimità dell’incrocio ciclabile. In questo modo avremo modo di regolare l’attraversamento ciclo-pedonale bloccando il traffico delle auto».
Il sistema sarà dotato di telecamere intelligenti capaci di rilevare l’arrivo di ciclisti, pedoni e veicoli, valutando i flussi in tempo reale e gestendo il semaforo in funzione della sicurezza dell’utenza più debole.
Secondo il vicesindaco, questa scelta rappresenta oggi la soluzione più efficace per uno degli incroci più complessi della città: «La letteratura legata alla regolazione del traffico dice che in un incrocio dove c’è un’elevata conflittualità e non è possibile intervenire con rotonde, per tutelare pedoni e ciclisti, un’attuazione di tipo semaforico è una soluzione efficace».
Durante il cantiere, invece, saranno installati due semafori temporanei: uno in viale Rovereto e uno in viale Santoni, con il compito di regolare l’ingresso in città e i flussi su via della Cinta, garantendo la scorrevolezza del traffico durante i lavori di costruzione delle due nuove passerelle laterali.
Al termine dell’intervento, i due impianti provvisori verranno rimossi e ne resterà soltanto uno, proprio in prossimità dell’incrocio del ponte storico.
Il tema era stato portato in aula dal consigliere Carlo Pedergnana, che ha chiesto chiarimenti non solo sulla gestione del traffico durante il cantiere, ma anche sulle eventuali alternative progettuali, come un attraversamento sopraelevato o un sottopasso.
Su questo punto Piantoni è stato netto: «Il fatto di passare sopra non è assolutamente attuabile».
Anche l’ipotesi del sottopasso è stata considerata difficilmente realizzabile: «La lunghezza delle opere andrebbe a creare un disagio elevato sia come arco temporale, molto lungo, sia per la complessità dello scavo, in un’area che potrebbe riservare sorprese dal punto di vista archeologico».
A rendere ancora più delicata la situazione è anche il quadro idraulico. Nel 2022 Bacini Montani ha modificato la modellazione del rischio, portando la portata idraulica di riferimento a 700 metri cubi al secondo e peggiorando significativamente le condizioni tecniche dell’area.
Per questo saranno necessari ulteriori lavori anche nella parte sud e nord del ponte, sia sul lato est che su quello ovest.
Il progetto delle due nuove passerelle laterali, dal valore complessivo di circa 1 milione e 650 mila euro, resta quindi la soluzione scelta dall’amministrazione per affrontare uno dei nodi più delicati della mobilità arcense.
Ma la vera svolta, ora, potrebbe essere proprio il semaforo definitivo: una modifica destinata a cambiare non solo la sicurezza dell’attraversamento, ma anche le abitudini quotidiane di pedoni, ciclisti e automobilisti nel cuore della viabilità cittadina. (n.f.)










