Pinch point ad Arco, il Comune: “Non sono fuori legge e resteranno dove servono”

I pinch point di Arco non sono abusivi e non verranno eliminati in blocco. Anzi, in alcune zone saranno mantenuti e migliorati, mentre in altre saranno sostituiti da piattaforme rialzate.
Dopo le polemiche e le accuse di presunta illegittimità apparse sulla stampa il 15 aprile, il vicesindaco di Arco Marco Piantoni interviene per chiarire la posizione dell’amministrazione guidata dalla sindaca Arianna Fiorio e spiegare il futuro di questi interventi di moderazione del traffico.
Perché sono stati realizzati
I restringimenti di carreggiata presenti su via Capitelli, via Negrelli, via della Fossa e via Verdi non nascono da una scelta ideologica, ma da precise esigenze di sicurezza stradale.
In particolare via Capitelli è una delle aree più delicate della città: lungo la strada si trovano la Casa di Cura Eremo, l’ospedale civile, la scuola primaria e numerosi attraversamenti pedonali frequentati ogni giorno da bambini, anziani e pazienti.
Proprio in un contesto simile, spiegano dal Comune, la normativa tecnica nazionale suggerisce interventi di moderazione del traffico per proteggere le utenze più fragili.
La scelta dei pinch point, invece delle classiche piattaforme rialzate, è stata dettata anche dalla presenza dell’ospedale: i dossi rialzati, infatti, sono sconsigliati lungo i percorsi utilizzati dai mezzi di soccorso.
“Non previsto” non significa vietato
Uno dei punti più contestati riguarda la presunta assenza dei pinch point nel Codice della Strada.
Secondo il Comune, però, questo non significa che siano illegittimi.
Il Codice non cita nemmeno le pedane rialzate pedonali, diffuse da anni in tutta Italia, eppure nessuno ne mette in discussione la validità.
A sostegno di questa tesi viene richiamato anche il Decreto ministeriale protocollo 777 del 27 aprile 2006, che consente agli enti proprietari delle strade di modificare il profilo stradale sulla base di esigenze tecniche e di sicurezza.
Inoltre, la Circolare ministeriale 3698 del 2001 inserisce i “disassamenti planimetrici dell’asse stradale” tra gli strumenti di gestione della velocità. I pinch point rientrano proprio in questa categoria.
Anche il Piano Nazionale della Sicurezza Stradale li considera strumenti ammissibili per strade urbane come quelle interessate ad Arco.
Non ostacoli, ma modifiche stradali
Per l’amministrazione, definire i pinch point come “ostacoli messi volontariamente sulla strada” è tecnicamente scorretto.
Non si tratta di barriere improvvisate, ma di una vera riconfigurazione della carreggiata, progettata da un ingegnere abilitato, prevista nel Pums (Piano Urbano della Mobilità Sostenibile) approvato dal Consiglio comunale nel novembre 2023 e realizzata con regolare segnaletica e ordinanze.
La carreggiata residua di 3,50 metri garantisce il passaggio di autobus e mezzi di emergenza, mentre la segnaletica di senso unico alternato rende chiaro il funzionamento agli automobilisti.
Cosa cambierà adesso
Il Comune precisa che gli interventi sono stati inizialmente sperimentali e che ora è in corso una revisione progettuale.
Su via Capitelli resteranno quattro pinch point, che verranno completamente rifatti e meglio integrati nel contesto urbano. Tre di questi saranno anche riposizionati per migliorarne visibilità e funzionalità.
Diversa invece la scelta per altre strade.
Il pinch point di via della Fossa sarà rimosso e sostituito con una piattaforma rialzata tra la vecchia scuola e l’asilo.
Anche quello di via Verdi verrà eliminato e sostituito con due piattaforme rialzate: una a nord dell’incrocio con via Bresciani e una vicino al cimitero.
Qui, spiegano dal Comune, non ci sono le stesse criticità legate al passaggio dei mezzi di soccorso presenti invece su via Capitelli, rendendo le piattaforme rialzate una soluzione più adatta.
La linea dell’amministrazione
L’obiettivo resta uno solo: aumentare la sicurezza stradale.
“Non manteniamo questi manufatti per principio o per testardaggine – è la sintesi dell’amministrazione e del vicesindaco Piantoni – ma perché oggi rappresentano lo strumento più efficace per proteggere pedoni e ciclisti”. Il messaggio è chiaro: i pinch point non spariscono, ma vengono corretti dove serve. La linea scelta da Palazzo di Piazza (attuale Municipio) resta quella della sperimentazione, del monitoraggio e del miglioramento continuo, senza rinunciare alla tutela delle utenze più vulnerabili.
Nicola Filippi










