Riva del Garda, tsunami politico in Consiglio: nasce “Voce Comune per Riva”

Redazione09/04/20263min
ELISABETTA ALDRIGHETTI FDI RIVA w


 

Un vero e proprio scossone politico attraversa il Consiglio comunale della Riva del Garda. Da mercoledì 8 aprile si consuma una frattura che ridisegna gli equilibri dell’opposizione e, di fatto, segna la fine del centrodestra come coalizione unitaria in aula.
A meno di un anno dalle elezioni comunali del maggio 2025, che avevano visto Silvia Betta candidata sindaca per il Patt e un Fratelli d’Italia sopra il 10% dei consensi, il quadro politico cambia radicalmente. Oggi, di quella coalizione restano solo due figure: la stessa Betta e l’ex sindaca Cristina Santi.
A lasciare sono in quattro: Elisabetta Aldrighetti e Nicola Santoni (Fratelli d’Italia), Giovanni Vivaldelli (Patt) e Salvatore Mamone (Lista La Rocca – Uniti Si Cambia). Insieme danno vita al nuovo gruppo consiliare “Voce Comune per Riva”.

 

 

“Siamo quattro consiglieri comunali che hanno deciso di creare un nuovo gruppo per fare opposizione in coerenza con il programma elettorale”, spiegano nella nota congiunta. L’obiettivo dichiarato è un’opposizione “costruttiva, lontana dalle polemiche”, ma capace di “un confronto serrato” nell’interesse della comunità.
Al centro della rottura, soprattutto per Fratelli d’Italia, ci sono tensioni interne e dinamiche provinciali. Aldrighetti, già capogruppo e presidente del circolo locale, parla apertamente di una scelta sofferta: “È maturata con grande amarezza, ma è diventata inevitabile di fronte a una situazione non più sostenibile sul piano politico e umano”.
La consigliera precisa di non mettere in discussione il partito a livello nazionale né la leadership di Giorgia Meloni, ma punta il dito contro la gestione trentina: “La mia scelta è legata esclusivamente all’attuale gestione provinciale e al percorso di delegittimazione politica e personale che ho subito”, culminato nel commissariamento del circolo Alto Garda e Ledro.
Sulla stessa linea Santoni: “Non è mai facile chiudere una porta in cui si è investito tempo e passione”, ma la distanza con il partito è diventata insanabile. Rivendica però continuità con il proprio impegno civico: “La mia priorità resta Riva”.
Diverso il percorso di Vivaldelli, alla sua prima esperienza amministrativa, che parla di “una diversa sensibilità nel modo di interpretare il ruolo di opposizione”. Mamone, invece, sottolinea l’aspetto politico del nuovo assetto: “Unendo le forze, potremo non solo criticare ma proporre soluzioni concrete per il bene della città”.
Il nuovo gruppo, con Aldrighetti capogruppo, si colloca nell’alveo del centrodestra autonomista ma si propone come spazio trasversale. “C’è chi divide e c’è invece chi unisce”, sintetizza la stessa Aldrighetti.
Un cambio di passo che apre una nuova fase politica per Riva, con un’opposizione tutta da ridefinire e un Consiglio comunale che, da oggi, appare più frammentato ma anche potenzialmente più dinamico.