Magasa e Valvestino: incertezza istituzionale e tensioni politiche, interrogazione in Regione

Redazione06/04/20263min
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Il futuro istituzionale dei comuni di Magasa e Valvestino torna al centro del dibattito politico regionale. I consiglieri del Team K Paul Köllensperger, Maria Elisabeth Rieder, Alex Ploner e Franz Ploner hanno presentato un’interrogazione alla Giunta del Trentino-Alto Adige per fare chiarezza su una situazione definita di “forte tensione istituzionale e prolungata incertezza amministrativa”.
Al centro della questione vi è innanzitutto il mancato coinvolgimento dei due comuni nel Dreier Landtag, l’assemblea congiunta di Trentino, Alto Adige e Tirolo del Nord. Nonostante nel 2023 fosse stata riconosciuta la possibilità di partecipare come osservatori, con la nomina di un rappresentante comune, tale passaggio non si è mai concretizzato e i territori non risultano coinvolti nelle successive sedute.

 

 

Parallelamente, sul piano nazionale si registra un nuovo tentativo di ridefinizione dei confini amministrativi. A dicembre 2025 è stato infatti presentato in Senato un disegno di legge per il distacco di Magasa e Valvestino dalla Lombardia e la loro aggregazione alla Provincia autonoma di Trento, riprendendo l’esito del referendum del 2008.
Un tema rilanciato anche dall’assessore trentino Simone Marchiori, che a inizio 2026 ha ribadito la volontà di “riportare a casa” i due comuni, ipotizzando modifiche costituzionali per favorirne l’ingresso nell’Euregio.
Nel frattempo, a Valvestino si è aperta una profonda crisi politica. Il Consiglio comunale ha abbandonato definitivamente il progetto del tunnel Bondone–Valvestino, a causa dei costi lievitati fino a quasi 80 milioni di euro e delle criticità idrogeologiche. Le risorse disponibili saranno destinate alla messa in sicurezza della viabilità esistente verso Brescia.
Le tensioni interne alla maggioranza sono però sfociate nelle dimissioni di cinque consiglieri, con la conseguente caduta dell’amministrazione e la nomina di un commissario prefettizio.
Secondo i firmatari dell’interrogazione, il dibattito rischia di restare intrappolato in contrapposizioni identitarie, trascurando invece concrete opportunità di collaborazione tra territori confinanti: dalla viabilità di montagna al cicloturismo, fino alla cooperazione in ambito agricolo e formativo.
Da qui la richiesta alla Regione di assumere un ruolo attivo di mediazione istituzionale, favorendo il dialogo tra enti coinvolti e contribuendo a una gestione condivisa delle criticità.
Quattro, in particolare, i quesiti posti alla Giunta: dalla conoscenza degli sviluppi in atto all’orientamento sulle iniziative legislative, fino alla possibilità di garantire una rappresentanza del territorio nelle sedi di cooperazione interregionale.