Museo Alto Garda, numeri record e nuove prospettive: il 2025 segna una crescita strutturale

Non solo numeri, ma una visione culturale sempre più definita e strategica. È quanto emerso dalla presentazione di inizio anno del Museo Alto Garda, durante la quale sono stati presentati i dati del 2025 alla vigilia della riapertura stagionale. A illustrare il bilancio sono stati la presidente del consiglio di amministrazione Alessandra Cattoi, l’assessora alla cultura del Comune di Riva del Garda Stefania Pellegrini e il direttore del Mag Matteo Rapanà.
Un momento che ha messo in luce non soltanto un anno da record, ma anche le sfide e le prospettive future di una realtà culturale sempre più centrale per il territorio.
I numeri parlano chiaro: nel 2025 il Mag ha registrato 85.721 ingressi complessivi, segnando il risultato più alto della sua storia e confermando un trend di crescita costante negli ultimi anni. Un incremento che supera le 5.600 presenze rispetto al 2024 e che consolida un aumento del 26% rispetto al periodo pre-pandemico.
Il sistema museale si conferma articolato e diffuso.
La Torre Apponale guida con oltre 36 mila visitatori, seguita dal Museo in Rocca con più di 30 mila ingressi e dai Forti del Brione, che continuano a crescere superando le 12 mila presenze. A questi si aggiungono oltre 10 mila partecipanti agli eventi organizzati dal museo, segno di una programmazione capace di intercettare pubblici diversi.
Durante la conferenza stampa è emerso con forza come il Mag stia evolvendo da semplice luogo espositivo a vero e proprio motore culturale del territorio. Il concetto chiave è quello di partecipazione: il museo non si limita a conservare e raccontare, ma costruisce relazioni, dialoga con la comunità e promuove percorsi condivisi.
In questa direzione si inseriscono le numerose collaborazioni attivate: dalla sinergia con la banda di Riva, pensata anche per coinvolgere i più giovani, ai progetti educativi sviluppati con la Fondazione Franco Demarchi, fino al lavoro con gli alpini di Sant’Alessandro per la valorizzazione dei Forti del Brione. Qui la dimensione storica si intreccia con una riflessione più ampia, che guarda anche ai temi della pace e della memoria.
Altro elemento centrale emerso è quello dell’inclusione. Il museo sta investendo in percorsi accessibili, sviluppati insieme ad associazioni e realtà del territorio, per rendere la fruizione sempre più aperta e partecipata. Tra le novità, percorsi tattili, contenuti in lingua dei segni e strumenti pensati per persone con disabilità sensoriali e cognitive.
Parallelamente, il Mag punta sull’innovazione digitale, con la digitalizzazione delle pubblicazioni storiche e lo sviluppo di strumenti tecnologici, come una nuova applicazione dedicata alla Torre Apponale, pensata per arricchire l’esperienza di visita.
Dai dati raccolti attraverso quasi duemila questionari emerge anche il profilo del pubblico: prevalentemente internazionale, con una forte presenza di visitatori da Germania e Regno Unito, ma anche dagli Stati Uniti. Tra gli italiani, prevalgono Lombardia e Veneto, mentre resta più contenuta la partecipazione locale. Si tratta di un pubblico adulto e mediamente molto istruito, elemento che conferma il posizionamento culturale del museo.
La nuova stagione, al via con la riapertura della Rocca, proporrà un calendario che riflette la doppia anima del Mag: da un lato il legame con il territorio, con una mostra dedicata ai quartieri 2 Giugno e Rione Degasperi; dall’altro una dimensione più ampia e turistica, con l’esposizione sui manifesti storici del lago di Garda tra Ottocento e Novecento, inserita nelle celebrazioni per il centenario dell’Apt Garda Dolomiti.
Accanto ai risultati, però, la conferenza stampa ha evidenziato anche alcune criticità. La crescita del museo richiede infatti un rafforzamento dello staff e una riflessione sulla sostenibilità economica, a partire dal costo dei biglietti, attualmente inferiore alla media.
Il quadro che emerge è quello di una realtà in forte espansione, chiamata ora a consolidare i risultati raggiunti. Il Museo Alto Garda si conferma così non solo un luogo di cultura, ma uno spazio dinamico, capace di generare relazioni, identità e sviluppo per l’intero territorio. (n.f.)










