Ospedale di Rovereto, nuovo angiografo per Cardiologia

Redazione08/02/20263min
ANGIOGRAFO OSPEDALE ROVERETO 2


 

È stato inaugurato dal direttore generale dell’Azienda sanitaria del Trentino Antonio Ferro, assieme al presidente della Provincia autonoma di Trento e all’assessore alla salute, il nuovo angiografo di Rovereto acquistato con utilizzo di fondi Pnrr destinati al rinnovo delle grandi attrezzature. L’apparecchiatura ha sostituito il precedente macchinario in dotazione all’Unità operativa dal 2007 e aggiornato nel 2012. L’installazione della nuova apparecchiatura è stata preceduta da un importante intervento di rinforzo strutturale e di rifacimento integrale della sala 1 del Laboratorio di emodinamica. I lavori hanno consentito l’adeguamento completo degli spazi che ospitano il nuovo angiografo, installato “a pavimento” in sostituzione del precedente modello a soffitto.
L’investimento complessivo ha superato il milione di euro tra acquisizione della tecnologia (circa 500mila euro) e lavori (ulteriori 500 mila euro compresi costi di progettazione).

 

 

Nell’Unità operativa di cardiologia di Rovereto ogni anno vengono ricoverati circa 2.000 pazienti e vengono svolte oltre 1.300 procedure di cardiologia interventistica. Le tachiaritmie vengono curate mediante ablazione transcatetere (circa 350 casi/anno), con utilizzo di radiofrequenza, crioablazione e, più recentemente, elettroporazione. Nel corso degli anni l’équipe ha sviluppato una consolidata esperienza con un approccio a “radiazioni zero”, elemento di particolare rilevanza per la salute di pazienti e operatori. Le forme bradiaritmiche vengono invece trattate attraverso impianti di device dedicati (circa 500 casi all’anno) in base alla patologia come pacemaker, defibrillatori impiantabili semplici e complessi, e loop recorder. Per i soggetti con scompenso cardiaco sono disponibili le più moderne e avanzate tecniche di pacing “fisiologico” (pacing del sistema di conduzione).
«Nel Laboratorio di emodinamica – ha detto il responsabile del Laboratorio Gerardo Musuraca – sono effettuate procedure diagnostiche e interventistiche (circa 500 casi all’anno) con cateterismo cardiaco destro e sinistro, coronarografie diagnostiche e rivascolarizzazioni meccaniche mediante angioplastica coronarica percutanea. Grazie all’analisi quantitativa delle stenosi coronariche, il nuovo angiografo supporterà meglio il cardiologo nella scelta della strategia terapeutica più appropriata, personalizzata per ciascun paziente. Consentendo inoltre il trattamento delle arterie periferiche e delle cardiopatie strutturali, come la chiusura della pervietà del forame ovale e dei difetti interatriali».