Politica ad Arco, botta e risposta tra Fucina Comune e Mauro Ottobre

Redazione06/02/20265min
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Uno scrive. L’altro risponde. E la politica, ancora una volta, passa dallo schermo. Il 6 febbraio Fucina Comune pubblica sui social un comunicato – inviato anche alla redazione de La Busa – che attacca il consigliere comunale ed ex deputato Mauro Ottobre per «l’ennesimo attacco personale» nei confronti dell’ex sindaco **Alessandro Betta*. Ottobre non attende: legge il post e replica a stretto giro, sempre online, parlando di «accuse infondate» e rilanciando sul piano politico ed elettorale.
Nel comunicato, Fucina Comune parla senza mezzi termini di una polemica che «nulla ha a che vedere con il merito delle questioni, a partire dal tema dei rifiuti», ma che sarebbe invece riconducibile a «un metodo che riteniamo sbagliato e pericoloso». Un modo di fare politica che, secondo il gruppo, si traduce in «toni aggressivi, semplificazioni, accuse gratuite» e che «non chiarisce i problemi, ma alimenta paura e confusione».

 

Il testo ricostruisce anche la traiettoria politica di Ottobre, ricordando come abbia «attraversato negli anni tutti i livelli istituzionali – Comune, Provincia, Parlamento – sempre ricoprendo ruoli di maggioranza», per poi rientrare in Consiglio comunale «formalmente all’opposizione», ma sostenendo di fatto l’attuale maggioranza. Una scelta che viene definita «una parabola politica che parla da sola».
Non mancano i riferimenti ai “compagni di strada” del consigliere, con i nomi di Massimiliano Floriani, «oggi nuovamente assessore e padre del sistema porta a porta», e Giovanni Rullo, «coautore di un esposto nella vicenda Maroadi proprio contro Betta». Un insieme di elementi che, secondo Fucina Comune, contribuirebbe a costruire «un clima di sospetto permanente e di delegittimazione personale», riproponendo «schemi che ricordano stagioni che Arco non rimpiange assolutamente».
Particolarmente duro il passaggio dedicato all’ex sindaco: «L’ossessione per Alessandro Betta è ormai evidente. Ogni intervento di Ottobre sembra avere un solo bersaglio», si legge nel comunicato, che rivendica come Betta continui a essere «una figura stimata e rimpianta per il lavoro svolto da sindaco». Da qui la critica finale: «L’opposizione non si fa passando il tempo ad attaccare una persona, ma costruendo alternative», mentre «Arco ha bisogno di idee e visione, non di regolamenti di conti personali».
La replica di Mauro Ottobre arriva a stretto giro, anche in questo caso affidata ai social. Il consigliere respinge le accuse e ribalta il racconto: «Respingo le accuse infondate dell’ex Sindaco Betta», scrive, parlando di «contenuti fantasiosi e vittimistici, un marchio ormai indelebile della loro gestione».
Nel suo intervento, Ottobre richiama il risultato elettorale, definendo «clamoroso flop» l’1,93% ottenuto dalla lista di Betta alle ultime elezioni comunali: «Questo risultato dovrebbe far riflettere Betta sulle scelte fatte durante il suo mandato», dall’acquisto dei quadri di Segantini alla raccolta dei rifiuti porta a porta, «criticata da molti, compresa me». E aggiunge: «I cittadini di Arco hanno scelto di non dare fiducia alla lista di Betta e Trebo, e questo dovrebbe bastare a mettere a tacere le loro critiche alla nuova amministrazione comunale».
Ottobre rivendica infine la propria legittimazione istituzionale: «Il mio ruolo in consiglio comunale è stato legittimato dai cittadini, e sono pronto a continuare a lavorare per il bene della nostra comunità».
Al di là delle accuse reciproche, lo scontro riporta al centro una questione più ampia che riguarda il funzionamento stesso della politica locale. In una fase delicata per Arco, il dibattito pubblico sembra sempre più spostarsi sul terreno della polemica personale e della comunicazione social, mentre fatica a emergere un confronto strutturato sulle scelte amministrative e sulle prospettive della città.
Il Consiglio comunale dovrebbe tornare a essere il luogo principale del confronto politico, così come il rapporto diretto con i cittadini dovrebbe rappresentare il metro con cui misurare credibilità e consenso. Maggioranza e opposizione sono chiamate a esercitare i rispettivi ruoli con responsabilità, distinguendo il legittimo dissenso dal regolamento di conti. Perché la politica, anche a livello locale, non si esaurisce nei post e nei comunicati, ma si costruisce nel lavoro quotidiano, nelle decisioni e nella capacità di dare risposte concrete alla comunità. (n.f.)