“Per amore del futuro”: al Casinò di Arco un confronto corale sull’educazione

Redazione06/02/20264min
arco, campobase1


 

Un pomeriggio di ascolto, domande e riflessione condivisa, con un obiettivo chiaro: rimettere al centro il futuro dei ragazzi. Presso la sala consiliare del Casinò Municipale di Arco si è tenuto l’incontro “Per amore del futuro. Educare oggi”, promosso da Campobase Garda Trentino.
Attorno allo stesso tavolo si sono ritrovati insegnanti, genitori, dirigenti scolastici e sportivi, educatori, responsabili di oratori e centri giovanili, amministratori, insieme a colleghi e amici di Claudio Stedile. Una platea composita, specchio di quel “villaggio educativo” che l’incontro ha voluto interrogare e rafforzare.

La memoria di Claudio Stedile e l’idea di villaggio educativo
Ad aprire i lavori è stato Tiziano Salvaterra, dal 2003 al 2007 assessore tecnico provinciale all’Istruzione e alle politiche giovanili, che ha richiamato la passione di Claudio Stedile per un’azione educativa capace di coinvolgere tutti i soggetti della comunità, con un’attenzione particolare verso chi fa più fatica. Un’educazione pensata come responsabilità condivisa, dove scuola, famiglia, sport, politica e territorio non procedono in ordine sparso, ma cercano un linguaggio comune.

 

 

Il dialogo con Eraldo Affinati
Il cuore del pomeriggio è stato il confronto con Eraldo Affinati, scrittore, docente e fondatore – tra le altre esperienze – della scuola di italiano Penny Wirton. Un dialogo diretto e senza scorciatoie, costruito attorno ai grandi nodi dell’educare oggi: disagio e talenti, identità e regole, scelte e responsabilità, rapporto con il digitale, ma anche il senso dell’essere maestro, genitore, allenatore, educatore o amministratore pubblico.
Stimolato dalle domande dei responsabili educativi del territorio, Affinati ha riportato il discorso all’essenziale. A chi gli chiedeva se abbia ancora senso impegnarsi in una realtà che spesso sembra travolgere volontà e possibilità, la risposta è stata netta: non possiamo vivere senza amare. E l’amore, ha spiegato, non è mai un atto mercantile, ma sempre un gesto “a fondo perduto”, che non attende ricompense perché fa bene, prima di tutto, a chi lo compie.

Educare “a fondo perduto”
Da qui, il passaggio forse più forte del pomeriggio: educare, qualunque sia il ruolo ricoperto, deve essere sempre “a fondo perduto”, per amore del futuro. Un’idea che attraversa anche il libro di Affinati Per amore del futuro, al centro di un vero e proprio brainstorming collettivo.
Le criticità del presente sono emerse con chiarezza, ma non per fermarsi alla denuncia. Il confronto ha permesso di interrogare il testo e l’esperienza di Affinati da diverse prospettive – psicologica, educativa, amministrativa – cercando piste concrete per agire qui e ora.

Un confronto partecipato per guardare avanti
Quello promosso da Campobase Garda Trentino ad Arco è stato un confronto a più voci, intenso e partecipato, che ha scelto di non offrire soluzioni facili, ma di rilanciare una responsabilità condivisa. Perché il futuro non è un concetto astratto, ma prende forma nelle relazioni quotidiane, nelle scelte educative, nella capacità di una comunità di sentirsi davvero villaggio.
Un pomeriggio che ha lasciato una traccia chiara: educare oggi significa avere il coraggio di investire senza garanzie, per amore di chi verrà.

(n.f.)