Api selvatiche e biodiversità: da Calzà (PD) una legge pioniera per la tutela degli impollinatori

Redazione30/01/20265min
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C’è un equilibrio silenzioso che sostiene gli ecosistemi, l’agricoltura e la qualità dei paesaggi trentini. Un equilibrio sempre più fragile, messo sotto pressione dalla crisi climatica, dall’inquinamento atmosferico e dalla progressiva scomparsa degli habitat naturali. È quello garantito dagli insetti impollinatori, un mondo vasto e poco visibile che va ben oltre le api da miele.
Proprio da questa consapevolezza nasce il disegno di legge provinciale presentato a Trento dalla consigliera del Partito democratico Michela Calzà, ex vicesindaca di Dro, illustrato nei giorni scorsi nel corso di una conferenza stampa nel capoluogo e rilanciato anche attraverso un intervento pubblico sui social. Una proposta che punta a colmare un vuoto normativo rilevante: in Trentino esiste infatti una legge a tutela dell’apicoltura, ma non una disciplina specifica per le api selvatiche e per gli altri insetti impollinatori, gli apoidei antofili, che comprendono oltre mille specie diverse.

 

 

Il testo, sostenuto da tutti i gruppi del centrosinistra, si configura come un unicum nel panorama nazionale. «Oggi abbiamo presentato il DDL per la tutela degli apoidei antofili: una proposta prima in Italia nel suo impianto, perché affianca la normativa esistente sull’apicoltura e introduce, in modo organico, misure di tutela per tutti gli apoidei impollinatori», ha spiegato Calzà, sottolineando come la legge includa anche le colonie selvatiche di Apis mellifera.
Il cuore della proposta è la costruzione di un sistema strutturato di protezione, fondato su una governance dedicata. Il disegno di legge prevede infatti l’istituzione di una Commissione provinciale sugli impollinatori e di un Piano provinciale per la loro conservazione, strumenti chiamati a coordinare interventi, ricerca e monitoraggi. «Serve anche più ricerca, monitoraggi e conoscenza per rendere le politiche davvero efficaci», ha ribadito la consigliera.
Tra le misure previste figurano il potenziamento della ricerca scientifica, la tutela dei siti di nidificazione – sia naturali sia artificiali, come i bee hotel – e l’elaborazione di linee guida per la gestione del verde pubblico e privato. L’obiettivo è rendere città, parchi, aree agricole e spazi urbani più accoglienti per gli impollinatori, favorendo habitat continui e funzionali.
Il disegno di legge dedica spazio anche alla sensibilizzazione, attraverso iniziative di informazione ed educazione ambientale, eventi pubblici e la possibile istituzione di una Giornata provinciale dedicata alle api e agli impollinatori. Un aspetto ritenuto fondamentale per costruire una responsabilità condivisa. «Gli impollinatori svolgono un ruolo essenziale nei nostri ecosistemi – ha ricordato Calzà –. Da loro dipendono la riproduzione di moltissime piante, la qualità e la quantità di molte produzioni agricole e la resilienza dei territori».
Il quadro che emerge dalle fonti scientifiche è tutt’altro che rassicurante. Secondo la Lista Rossa, strumento internazionale per la valutazione del rischio di estinzione delle specie, in appena dieci anni alcune popolazioni di impollinatori hanno registrato un calo fino al 56%. «La biodiversità non è un concetto astratto, ma un patrimonio concreto che stiamo perdendo a una velocità allarmante», ha sottolineato la consigliera.
A fronte di questo scenario, l’investimento previsto per l’attuazione della legge viene definito contenuto: circa 100 mila euro all’anno. Una cifra minima se rapportata al valore ecologico ed economico dei servizi di impollinazione, che in Italia sono stimati intorno ai 2 miliardi di euro. La proposta si ispira a evidenze scientifiche aggiornate e a documenti di riferimento come quelli della Commissione europea, dell’IPBES, dell’ISPRA e dell’IUCN, oltre alla Carta di San Michele, che richiama la tutela della biodiversità come responsabilità collettiva.
«È un impegno concreto per il futuro del nostro territorio – ha concluso Calzà –: biodiversità, qualità e quantità delle rese agricole, varietà di ecosistemi». Il disegno di legge dovrebbe approdare in aula entro la fine dell’anno, aprendo un confronto che intreccia ambiente, agricoltura e politiche di sviluppo sostenibile, con il Trentino candidato a diventare un laboratorio avanzato di tutela degli impollinatori.

(n.f.)