Ciclovia del Garda, Ambientalisti in Terza Commissione: dubbi su costi, sicurezza e impatto

Forti criticità sul progetto della Ciclovia del Garda. È questa la posizione espressa con nettezza dai rappresentanti del Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda, ascoltati mercoledì 14 gennaio a Trento dalla Terza Commissione permanente del Consiglio provinciale. Un’audizione articolata, durata diverse ore, che ha messo al centro i temi della sostenibilità ambientale, economica e geologica dell’opera, rilanciando con forza l’alternativa del trasporto via acqua come soluzione ritenuta più coerente con la tutela del lago e dei suoi ecosistemi.
La seduta della Terza Commissione
La Commissione si è riunita in forma mista a Palazzo Trentini, sotto la presidenza di Vanessa Masè, per affrontare due punti all’ordine del giorno. Il primo ha riguardato le Linee guida per l’uniforme applicazione del principio di rotazione negli affidamenti sotto soglia, ai sensi della legge provinciale sugli appalti: su questo tema è stato espresso parere unanime favorevole.
Il secondo punto ha invece previsto le audizioni dedicate al progetto della Ciclovia del Garda, con l’ascolto dei rappresentanti delle associazioni ambientaliste e dei comitati riuniti nel Coordinamento interregionale.
L’intervento di Paolo Ciresa: “Opera insostenibile”
Ad aprire gli interventi è stato Paolo Ciresa, del Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda, che ha fornito un inquadramento generale delle criticità del progetto. Ciresa ha definito la ciclovia «insostenibile sotto il profilo economico, ambientale e geologico», richiamando l’articolo 9 della Costituzione sulla tutela del paesaggio e dell’ambiente, che a suo avviso verrebbe violato dall’opera.
Nel dettaglio, Ciresa ha parlato di incompatibilità tipologica e localizzativa, soffermandosi sulle gravi criticità legate alle falesie rocciose lungo la sponda occidentale del lago. Secondo il relatore, la passerella a sbalzo non risponderebbe nemmeno alle esigenze del turismo lento, né garantirebbe una convivenza sicura tra biciclette e pedoni.
Sul piano economico, ha evidenziato costi che arriverebbero a circa 17 milioni di euro al chilometro, a fronte di cifre di gran lunga inferiori – intorno ai 350 mila euro – per opere analoghe in altri contesti. Infine, l’allarme ambientale: «Un danno irreparabile», con perdita di biodiversità e la scomparsa di circa il 90% dei canneti del lago dal 1930 a oggi.
Marina Bonometti: instabilità geologica e impatto visivo
Marina Bonometti, vicepresidente del Comitato Salvaguardia Area Lago di Riva del Garda e componente del Coordinamento, ha concentrato il proprio intervento sul tratto trentino occidentale tra Riva del Garda e Limone. Bonometti ha richiamato i dissesti registrati nel 2021 e la frana del marzo 2024, sottolineando come, nonostante gli interventi di consolidamento, la roccia presenti ancora elevata fragilità.
La relazione ha messo in evidenza anche il forte impatto visivo delle passerelle e le criticità già segnalate dal Servizio Geologico Provinciale. Da qui la proposta di spostare il traffico ciclistico sul battello, riducendo i rischi e l’impatto sull’ambiente.
Manuela Baldracchi: il danno al paesaggio storico
Il tema paesaggistico è stato al centro dell’intervento di Manuela Baldracchi, presidente di Italia Nostra – sezione Trentino. Baldracchi ha ricordato come, nel corso del Novecento, il Garda sia stato oggetto di politiche di tutela attente e lungimiranti, oggi messe in discussione da scelte che – a suo giudizio – compromettono un ambiente storicamente protetto. La conclusione è stata netta: «È necessario cambiare progetto e scegliere la via d’acqua».
Luca Trentini e il caso Lombardia
Luca Trentini, del Coordinamento Interregionale per la Tutela del Garda, ha illustrato le decisioni assunte dalla Regione Lombardia, che già dal 2021 ha lasciato aperta l’alternativa del trasporto via acqua, rinunciando di fatto alla realizzazione di un anello ciclabile continuo. I costi dell’opera sono stati definiti «paragonabili a quelli di viadotti autostradali», con una richiesta esplicita di abbandonare il progetto della ciclovia così come concepito.
Wolfgang von Klebelsberg: mobilità intermodale e turismo di qualità
Sulla stessa linea Wolfgang von Klebelsberg, presidente dell’Associazione Dimore Storiche, che ha proposto una mobilità intermodale fondata su battelli elettrici. Una soluzione che, secondo von Klebelsberg, consentirebbe spostamenti sostenibili, attrarrebbe un turismo di qualità e ridurrebbe sensibilmente l’impatto ambientale, citando esempi già operativi in diversi contesti europei.
Carla Del Marco: l’impegno del mondo ambientalista
In chiusura è intervenuta Carla Del Marco, per WWF Trentino-Alto Adige e Coordinamento Ambiente Alto Garda e Ledro, ricordando le numerose iniziative promosse tra il 2023 e il 2025: lettere alle istituzioni, appelli al Presidente della Repubblica e attività di studio. Anche Del Marco ha ribadito l’invito a privilegiare la via d’acqua rispetto alle passerelle a sbalzo lungo le pareti rocciose.
Le conclusioni della Commissione
Al termine dei lavori, la presidente Vanessa Masè ha ringraziato tutti i relatori, comunicando che il materiale presentato durante l’audizione sarà messo a disposizione dei commissari. Un confronto che, pur non entrando nel merito delle decisioni finali, ha portato all’attenzione della politica provinciale un quadro dettagliato e critico sul progetto della Ciclovia del Garda, riaprendo il dibattito su alternative considerate più sostenibili e compatibili con uno dei paesaggi simbolo del Trentino e dell’intero arco gardesano. (n.f.)


















