Variante di Torbole, Onda all’attacco: «Il gioco delle tre carte sulla pelle del territorio»

«Il gioco delle tre carte sulla pelle del territorio». È con questo titolo che Onda Alto Garda e Ledro torna a contestare la gestione provinciale del dossier Variante di Torbole. Nel mirino del movimento civico finiscono il recente vertice tra Provincia e sindaci dell’Alto Garda, le simulazioni tecniche utilizzate per sostenere le diverse ipotesi progettuali e la prospettiva di uno sbocco della variante al Linfano, soluzione che secondo Onda rischierebbe di spostare, anziché risolvere, i problemi di traffico che da anni gravano sulla viabilità gardesana.
Nel comunicato firmato da Giovanni Johnny Perugini, il movimento critica duramente il metodo adottato dalla Provincia autonoma di Trento durante l’incontro che ha visto la partecipazione del presidente Maurizio Fugatti e dei tecnici provinciali. Secondo Onda, il confronto sarebbe stato caratterizzato da una presentazione di dati e simulazioni senza un reale contraddittorio con amministratori, cittadini e categorie economiche del territorio.
Al centro delle contestazioni vi sono in particolare gli studi sul traffico che avrebbero portato la Provincia a privilegiare la cosiddetta “Soluzione D”, ovvero l’innesto della futura circonvallazione nell’area del Linfano. Una scelta che il movimento definisce fortemente discutibile.
«Il territorio non è un algoritmo», sostiene Onda, evidenziando come le decisioni infrastrutturali non possano essere basate esclusivamente su modelli matematici e simulazioni informatiche, ma debbano tenere conto anche degli aspetti ambientali, paesaggistici, economici e sociali che caratterizzano l’Alto Garda.
Secondo il movimento civico, convogliare il traffico verso il Linfano significherebbe semplicemente trasferire altrove le criticità oggi presenti lungo l’asse di Loppio, creando un nuovo punto di congestione in una zona già particolarmente delicata dal punto di vista viabilistico e turistico.
Per questo Onda ribadisce la propria preferenza per una soluzione che conduca la variante fino allo sbocco del tunnel della Loppio-Busa, posizione che, secondo il movimento, sarebbe condivisa da gran parte delle categorie economiche del territorio e da numerosi cittadini che negli ultimi mesi hanno sostenuto petizioni e iniziative pubbliche sul tema.
Nel comunicato trovano spazio anche considerazioni sugli investimenti provinciali destinati all’Alto Garda e Ledro. Onda contesta la narrazione delle grandi opere finanziate da Trento e sostiene che le risorse destinate al territorio siano insufficienti rispetto al contributo economico che l’area garantisce all’intero sistema provinciale.
Il movimento conclude chiedendo maggiore trasparenza sui dati utilizzati per valutare le diverse opzioni progettuali e sollecita un confronto pubblico aperto sulle scelte che dovranno definire il futuro della mobilità gardesana.
La discussione sulla Variante di Torbole si conferma così uno dei temi più caldi dell’agenda politica dell’Alto Garda. Dopo il recente confronto tra Provincia e amministrazioni locali e il riemergere dell’ipotesi “Soluzione C”, il dibattito resta aperto e destinato ad accompagnare ancora a lungo il percorso decisionale di un’opera considerata strategica per il futuro della viabilità del territorio. (n.f.)










