Tutti insieme per prevenire la violenza sulle donne

Redazione25/11/20213min257
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È stato sottoscritto il rinnovo del Protocollo di Intesa per la prevenzione e il contrasto del fenomeno della violenza di genere in provincia di Trento che vede la Provincia con Commissariato del Governo per la provincia di Trento, Procure della Repubblica di Trento e Rovereto, Consorzio dei Comuni Trentini, Azienda sanitaria e l’Università degli Studi di Trento unite nell’attività di monitoraggio del fenomeno e di sensibilizzazione e formazione.

IL presidente Fugatti ha espresso la vicinanza delle istituzioni a un tema sentito, al centro delle cronache quotidiane, ma anche il ringraziamento per il lavoro svolto: “Credo che la firma di questo Protocollo rappresenti un esempio di come la nostra Autonomia riesca ad arrivare prima su tematiche che hanno una forte importanza sociale e territoriale”, sono state le sue parole. Quindi l’assessore Segnana ha spiegato come i dati relativi ai casi di violenza di genere in Trentino siano frutto di un lavoro di analisi e selezione effettuato da tutti gli enti che sottoscrivono il Protocollo.
E se il commissario Bernabei ha parlato di “un iceberg che sta lentamente emergendo” ovvero del progressivo aumento della volontà delle donne di denunciare gli abusi grazie anche all’attività di sensibilizzazione capillare, il procuratore di Trento Raimondi ha ripercorso le azioni messe in campo, mettendo in luce l’ottima collaborazione con la Provincia e con l’Azienda sanitaria, avviata con l’entrata in vigore della normativa “codice rosso” che consente all’atto della denuncia di assistere immediatamente le donne con uno psicologo.


L’attività di monitoraggio, che si attua mediate la rilevazione dei dati relativi alle denunce, viene realizzata annualmente partire dal 2012, mentre il Protocollo, che fa seguito alla legge provinciale 9 marzo 2010, n. 6 “Interventi per la prevenzione della violenza di genere e per la tutela delle donne che ne sono vittime”, è stato sottoscritto per la prima volta nel 2016.

Le principali azioni riguardano la condivisione di una metodologia per la rilevazione dei dati relativi alle denunce, dei procedimenti di ammonimento e degli accessi ai Pronto soccorso; la raccolta periodica dei dati in forma anonima relativi alle denunce; la raccolta periodica dei dati in forma anonima relativi agli accessi ai Pronto Soccorso da parte delle donne vittime di violenza; l’analisi integrata dei dati relativi alle denunce ed agli accessi ai Pronto Soccorso con i dati relativi alle utenti dei servizi antiviolenza presenti sul territorio provinciale ed infine la collaborazione e monitoraggio costante delle attività tra i soggetti firmatari.

La Busa

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