Silvia Betta alla guida delle Donne Autonomiste PATT

Un passaggio di consegne carico di emozione e significato ha segnato l’inizio di una nuova fase per il Movimento femminile del Partito Autonomista Trentino Tirolese. Nella cornice di Villa Bortolazzi all’Acquaviva di Trento, il congresso delle Donne Autonomiste PATT ha portato all’elezione per acclamazione di Silvia Betta come nuova presidente, affiancata dalla vicepresidente Laura Zulberti. A raccontare il valore simbolico e umano di questo momento è stata la stessa Betta, che ha ricordato il passaggio di testimone con la presidente uscente Patrizia Pace: «L’emozionante momento del passaggio di consegne della presidente uscente Patrizia Pace che ha voluto donarmi due stelle alpine a significare l’inizio del mio mandato da presidente del Movimento femminile, Donne Autonomiste».
Consigliera comunale a Riva del Garda dal 2015 ed ex vicesindaca nella giunta Santi, Silvia Betta assume l’incarico con consapevolezza e gratitudine: «Un compito questo, che assumo con grande senso di responsabilità e riconoscenza nei confronti di chi, all’interno del PATT, ha creduto e continua a credere in me».
Il congresso ha rappresentato anche un momento di riflessione più ampia sul ruolo delle donne nella politica territoriale. Un ruolo che, come sottolinea la neoeletta presidente, non può essere marginale né puramente simbolico: «Il ruolo delle donne in politica e in un partito territoriale non può essere di semplice testimonianza ma deve rappresentare un valore aggiunto, memoria, radici, identità e futuro».
Accanto a Betta e Zulberti, il nuovo direttivo è composto da Elena Albertini, Francesca Aprone, Sasha Cereghini, Melani Ilichova, Licia Mittempergher, Martina Rigon, Maura Rosá e Sabrina Zampedri. Una squadra che la neo-presidente ha voluto ringraziare pubblicamente: «Sono orgogliosa del nuovo direttivo che sono stata chiamata a guidare, ringrazio la mia vice e tutte le consigliere che hanno deciso di mettersi al servizio del movimento, della comunità e del partito».
Parole che trovano una forte consonanza con l’intervento del segretario del PATT Simone Marchiori, presente al congresso. Marchiori ha voluto ribadire con chiarezza una visione politica che guarda all’inclusione e alla partecipazione come elementi fondanti dell’autonomia: «Il movimento femminile non deve essere una riserva indiana, uno spazio separato o di contorno. Le donne sono parte piena del partito, del confronto politico, delle scelte. E quando questo confronto è reale, tutto il Partito Autonomista Trentino Tirolese ne esce più forte».
Nel suo intervento, il segretario ha poi rivolto un augurio di buon lavoro alla nuova presidente e a tutta la squadra: «Auguro buon lavoro a Silvia Betta, nuova presidente, a Laura Zulberti, vice, e a tutto il nuovo direttivo», ringraziando al tempo stesso Patrizia Pace «per l’impegno e la guida in anni difficili».
Un passaggio, quello conclusivo, che richiama il senso più profondo dell’iniziativa: «Giornate come questa ricordano che la politica, quando è comunità, ha ancora senso. Avanti, insieme!».
Guardando alle sfide future, Betta non nasconde la complessità del percorso che attende il movimento, ma rivendica la forza di un impegno collettivo: «Le sfide da affrontare saranno molte ma sapremo portare il nostro contributo con coraggio, coerenza e intelligenza».
A sintetizzare il cuore del progetto delle Donne Autonomiste PATT restano parole che legano indissolubilmente la presenza femminile al destino dell’autonomia trentina: «Senza donne non c’è comunità. Senza comunità non c’è autonomia. Senza autonomia la nostra terra perde la sua anima».
Con l’elezione di Silvia Betta, il movimento femminile del PATT apre dunque una nuova stagione politica, fondata su continuità e rinnovamento, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle donne nel dibattito pubblico e di contribuire in modo concreto alla costruzione di una comunità autonoma, consapevole e inclusiva. (n.f.)

















