Riva, la Lega attacca sul nuovo teatro: «Avete rovinato lo skyline»

Redazione28/09/20264min
PANORAMA RIVA E NUOVO TEATRO PALACONGRESSI (1)


 

Ventuno secondi di video. Una veduta dall’alto della città, il lago sullo sfondo, una canzone di Vasco Rossi. Poi l’immagine si ferma sulla grande struttura del nuovo teatro, ormai ben visibile nello skyline rivano. È da qui che la Lega di Riva del Garda rilancia l’attacco politico all’amministrazione guidata dal sindaco Alessio Zanoni: «Avete rovinato lo skyline di Riva del Garda».
Una polemica affidata ai social e costruita attorno a una delle opere più imponenti degli ultimi decenni in città, a poca distanza dal lungolago. «Guardate bene questo video – scrive la Lega – un’imponente mole di cemento piantata a pochissimi metri dal lago. Un impatto visivo e ambientale devastante». Il movimento punta poi il dito contro quello che considera un diverso metro di giudizio da parte del mondo ambientalista. Nel mirino finiscono le mobilitazioni sull’area ex Cattoi e sulla Ciclovia del Garda. «Dove sono finiti i comitati, i blitz, i megafoni e i cordoni umani davanti alla Rocca?», domanda la Lega, sostenendo che davanti al nuovo teatro non si sia registrata la stessa opposizione.

 

 

Una torre già ridimensionata dalla giunta Santi
C’è però un passaggio della lunga storia del progetto che assume particolare rilievo nella polemica di oggi. Il disegno originario del nuovo teatro prevedeva infatti una torre scenica alta 25 metri, dimensione già oggetto di discussione ben prima dell’apertura del cantiere.
Quando nell’autunno del 2020 si insediò la giunta guidata da Cristina Santi, oggi consigliera comunale e segretaria locale della Lega, uno dei primi indirizzi espressi fu proprio quello di intervenire sulla struttura. L’amministrazione dichiarò di voler arrivare all’eliminazione della torre scenica, giudicata «sproporzionata e impattante», aprendo il confronto con Patrimonio del Trentino e Lido di Riva del Garda Immobiliare. In quella fase si parlò anche di un drastico ridimensionamento, dai 25 metri iniziali a circa 10-12 metri. Una soluzione che poi non si è concretizzata in quei termini. Il progetto è stato successivamente rimodulato, ma la torre scenica è rimasta e la struttura oggi in costruzione raggiunge circa 23 metri di altezza, due in meno rispetto alla previsione originaria.
Un elemento importante anche per leggere l’attacco odierno: l’impatto della torre era stato dunque sollevato dalla stessa amministrazione Santi già nel 2020, molto prima che il manufatto emergesse materialmente sopra il cantiere.

Un progetto nato molto prima delle giunte Santi e Zanoni
La storia dell’opera parte comunque da lontano. Il progetto del nuovo polo congressuale e del teatro nasce dal concorso internazionale vinto dallo studio Piuarch e prevede una sala congressuale da circa 1.200 posti e un teatro da circa 600 spettatori. I lavori furono consegnati nell’ottobre 2020, dopo una gestazione durata molti anni.
Nel tempo sono arrivati varianti, problemi tecnici, aumento dei costi e nuovi finanziamenti provinciali. Durante la stessa amministrazione Santi l’opera non fu fermata e nel 2024 la Provincia stanziò ulteriori risorse per portarla verso il completamento.
Oggi, però, con la struttura ormai pienamente visibile, il dibattito si sposta dall’immagine dei rendering alla realtà dello skyline.
Ed è proprio qui che la Lega apre un nuovo fronte contro la maggioranza Zanoni: non soltanto sul teatro, ma sulla coerenza delle battaglie ambientali e sul diverso giudizio riservato, secondo il partito, alle grandi opere a seconda di chi le sostiene.
Il video dura appena ventuno secondi. La discussione su quella grande sagoma di cemento affacciata sul cuore di Riva, invece, sembra destinata a durare molto più a lungo.
(n.f.)