Riva del Garda unita per la Liberazione: piazza gremita e memoria viva

Redazione25/04/20267min
25 aprile 2026 05


 

Una partecipazione straordinaria ha segnato le celebrazioni del 25 aprile a Riva del Garda, dove una folla numerosa si è ritrovata sotto i portici del municipio, davanti alla lapide dedicata ai Caduti per la Liberazione e ai Martiri del 28 giugno 1944. La cerimonia, organizzata dal Comune insieme all’Anpi Alto Garda e Ledro, ha visto una piazza Tre Novembre gremita e attenta, coinvolta non solo nella presenza ma anche nell’ascolto dei discorsi istituzionali.
Ad aprire e chiudere l’evento sono stati i giovani del coro Voci bianche Garda trentino, che hanno eseguito l’Inno d’Italia e “Bella ciao”, accompagnando un momento carico di significato e partecipazione emotiva.
Il sindaco Alessio Zanoni ha subito sottolineato il valore della presenza dei cittadini: «Questo è un 25 aprile difficile», ha affermato, evidenziando «una difficoltà particolare che sentiamo nell’aria». Per questo, ha spiegato, «una presenza così forte dei cittadini è davvero importante», soprattutto in un contesto internazionale segnato da tensioni e ambiguità democratiche.
Nel suo intervento ufficiale, Zanoni ha posto al centro il tema della memoria, definendola un argine fondamentale contro i rischi del presente: «La storia ritorna, e ritorna soprattutto quando la memoria si indebolisce. Perché l’assenza di memoria è il più potente alleato della disumanità». Un passaggio che ha ribadito come il 25 aprile non sia «una ritualità vuota», ma «una scelta di campo», oggi «più attuale che mai».

 

 

Il sindaco ha poi allargato lo sguardo allo scenario globale, parlando di «linguaggi, atteggiamenti e pratiche che pensavamo sepolti», con il ritorno di nazionalismi e divisioni. In questo contesto, ha ammonito, «quando non si difendono gli ideali, li si lascia consumare», evocando il rischio di una libertà che si restringe lentamente, «senza che ce ne rendiamo conto».
Richiamando le parole di Piero Calamandrei, Zanoni ha ricordato che «la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare», mentre citando Sandro Pertini ha sottolineato che «la libertà senza giustizia sociale è una conquista vana». Da qui l’invito a una responsabilità collettiva: «La democrazia non è un’eredità garantita. È una responsabilità quotidiana».
Un passaggio importante è stato dedicato anche al ruolo della comunità locale: «Ogni paese deve dire da che parte sta», ha dichiarato, ribadendo che anche «una piccola città» può contribuire a difendere i valori di libertà, uguaglianza e solidarietà. Il riferimento alla storia di Riva – «una città già liberata dai partigiani prima dell’arrivo degli americani» – ha rafforzato il legame tra memoria locale e storia nazionale.
A seguire, il presidente dell’Anpi Alto Garda e Ledro, Gianantonio Pfleger, ha aperto il suo intervento con una dichiarazione netta: «Vi saluto con orgoglio, perché sono un antifascista». Un’affermazione che ha dato il tono a un discorso fortemente identitario e politico.
Pfleger ha ricordato che il 25 aprile è «la sconfitta del nazifascismo», resa possibile «dal sacrificio degli alleati e dei partigiani», ma ha anche lanciato un allarme: «Il cancro del fascismo è in recidiva». Secondo il presidente Anpi, infatti, in diversi Paesi si tenta di «riscrivere la storia» e «criminalizzare la Resistenza».
Particolarmente duro il passaggio contro chi equipara partigiani e fascisti: «Dispiace per tutte le morti, ma per i traditori della patria il massimo rispetto è il silenzio». E ancora: «Essere antifascisti vuol dire stare dalla parte dei più deboli, lottare per la giustizia sociale, difendere la libertà di tutti».
Il suo intervento si è concluso con un appello deciso: «Riscopriamo l’orgoglio di essere antifascisti», seguito da un messaggio inequivocabile: «Il fascismo non passerà sotto nessuna forma».
La cerimonia si è chiusa con i canti popolari del coro e con “Bella ciao” intonata insieme dai presenti, a suggellare una giornata che, tra memoria e attualità, ha ribadito il valore condiviso della libertà.