“Resta a casa, passo io”: oltre 600 le richieste prese in carico

RedazioneRedazione23/03/20203min602
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In dieci giorni sono state oltre 600 le richieste – alle quali si aggiungono le numerose richieste evase direttamente dai territori periferici – prese in carico dal progetto #Resta a casa, passo io, messo in campo dal Dipartimento Salute e Politiche Sociali in collaborazione con la Protezione civile e rivolto alle persone fragili, anziane e malate, senza rete familiare e costrette in casa dall’emergenza Coronavirus. Una media di circa 60 richieste dal giorno che per oltre il 60% hanno riguardato necessità come la spesa e i farmaci: nel dettaglio infatti le domande hanno riguardato i generi alimentari per il 35,1%, l’acquisto di farmaci per il 28,9%, richiesta informazioni per il 27% e supporto psicologico per il 10,4%.
In campo una rete di volontari composti dai Nu.Vol.A per la consegna a casa, agli Psicologi per i Popoli per il supporto psicologico, fino ai servizi sociali del territorio e alle locali associazioni. “A tutti loro va il nostro ringraziamento per il supporto che stanno dando alla nostra utenza fragile – commenta l’assessore alla salute Stefania Segnana -.Questo progetto riesce a valorizzare tutte le espressioni territoriali a sostegno di anziani e malati, messi particolarmente alla prova dalle misure di distanziamento sociale imposte dalla diffusione del Covid 19: a loro cerchiamo di offrire sollievo, vicinanza e supporto psicologico, ma anche una risposta a necessità primarie come il reperimento di generi alimentari e di farmaci”.
Il progetto “#Resta a casa, passo io” è rivolto alle persone impossibilitate ad uscire dal proprio domicilio che sono prive di una rete familiare, con oltre 75 anni, malattie croniche o con le difese immunitarie debilitate.
Tutte queste persone possono far riferimento al numero di telefono 0461 495244, gratuito, presso la Centrale Unica di Emergenza di via Pedrotti a Trento per necessità quali la spesa, i farmaci, l’ascolto. Le richieste sono raccolte da personale qualificato e debitamente formato del Dipartimento Salute che rispondono sette giorni su sette dalle 8 alle 20. Nelle singole comunità entrano quindi in azione reti territoriali attivate dai servizi sociali delle Comunità di Valle e direttamente dal punto provinciale, grazie al coinvolgimento di gruppi locali e associazioni di protezione civile.

La Busa

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