Premiazioni disertate ai mondiali di arrampicata ad Arco, P.C.P. sostiene la scelta

Redazione23/07/20264min
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Proposta Civica Popolare si schiera con convinzione al fianco della sindaca Arianna Fiorio e della giunta comunale di Arco nella polemica sulla mancata partecipazione alle premiazioni dei Mondiali giovanili di arrampicata sportiva, in corso al Climbing Stadium di Prabi.
La lista civica, componente della coalizione di maggioranza “Arco che Vorrei”, definisce «sacrosanta» la decisione dell’amministrazione, presente alla cerimonia inaugurale con il vicesindaco Piantoni ma assente dagli appuntamenti sul podio per manifestare solidarietà alla popolazione palestinese e condannare la condotta del governo israeliano a Gaza e nei territori occupati.
Una posizione che arriva dopo le numerose reazioni politiche e sportive suscitate dalla scelta della giunta. Proposta Civica Popolare respinge innanzitutto l’accusa di avere colpito gli atleti israeliani, che hanno potuto gareggiare regolarmente sotto la propria bandiera e, in caso di vittoria, ascoltare l’inno nazionale.

 

 

«Questa scelta non è contro i giovani atleti israeliani – sostiene la lista – ma vuole denunciare il genocidio in atto del popolo palestinese, un grave crimine contro l’umanità e una sistematica violazione del diritto internazionale e dei diritti umani».
La posizione viene collegata alla campagna “Libera l’Arrampicata”, promossa dalla rete internazionale Climbers for Palestine e condivisa da Proposta Civica Popolare. La mobilitazione denuncia le limitazioni che, secondo i promotori, impediscono agli atleti palestinesi di accedere alle falesie della Cisgiordania, allenarsi regolarmente e partecipare alle competizioni internazionali, anche a causa delle difficoltà nell’ottenimento dei visti.
La lista richiama quindi le iniziative organizzate durante l’inverno e la primavera ad Arco per sensibilizzare la cittadinanza sulla situazione di Gaza. Non dare seguito a quelle prese di posizione, sostiene, sarebbe stato incoerente.
«Le istituzioni hanno il dovere di testimoniare con coerenza i valori che affermano di rappresentare. Limitarsi alle parole, senza dare seguito con i fatti quando se ne presenta l’occasione, sarebbe stata una prova di ipocrisia e disumanità».
Particolarmente dura la replica all’associazione Italia-Israele, che aveva accostato la scelta della giunta a pregiudizi ideologici, antisemitismo e leggi razziali. Accuse definite da Proposta Civica Popolare «demagogiche e assurde».
La civica respinge anche la richiesta di mantenere separati sport e politica. A suo giudizio, davanti alle vittime civili e alla situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, il rispetto del cerimoniale non può prevalere sull’obbligo morale di testimoniare il proprio dissenso. La presenza di esponenti politici alle premiazioni, ricorda inoltre la lista, non è obbligatoria.
Da qui il ringraziamento alla sindaca Fiorio e all’intera giunta, alle quali viene riconosciuto il coraggio di avere assunto una posizione destinata a dividere l’opinione pubblica.
«Questa scelta non è rivolta contro le atlete e gli atleti presenti e non intende sminuire il valore della manifestazione – conclude Proposta Civica Popolare –. Nasce, al contrario, dalla convinzione che lo sport debba essere portatore di valori universali: dignità della persona, uguaglianza, rispetto dei diritti umani e rifiuto di ogni forma di violenza».
(n.f.)