PEC non sempre è sicurezza: allerta per messaggi fraudolenti

Redazione12/01/20263min
pecfraudolente


 

È in corso in tutta Italia una nuova campagna di comunicazioni fraudolente inviate tramite PEC, che sta colpendo cittadini, professionisti e imprese. A lanciare l’allarme è il Commissariato di PS Online – Italia, che invita a prestare la massima attenzione a messaggi apparentemente ufficiali, ma in realtà costruiti per ingannare il destinatario.
Secondo quanto segnalato, le PEC truffaldine simulano avvisi di fatture in scadenza, presunte irregolarità amministrative o richieste di azioni urgenti, sfruttando il senso di urgenza per spingere l’utente ad abbassare la soglia di attenzione. I messaggi si presentano spesso come provenienti da enti pubblici, aziende di servizi o soggetti istituzionali, utilizzando loghi e intestazioni credibili.

 

 

Il meccanismo è quello già noto del phishing, ma con una variante particolarmente insidiosa: l’uso della PEC, che molti utenti associano automaticamente a comunicazioni sicure e autentiche. «La certificazione del canale – ricorda la Polizia – non garantisce l’autenticità del contenuto», ed è proprio su questo equivoco che fanno leva i truffatori.
I segnali d’allarme da non sottovalutare sono diversi: messaggi che parlano di fatture, ritardi o anomalie amministrative, toni allarmistici come “azione immediata richiesta”, “ultima comunicazione” o “scadenza imminente”, presenza di link o allegati non verificabili, oppure mittenti che, pur mostrando nomi e loghi noti, non corrispondono agli indirizzi PEC ufficiali degli enti citati.

Le raccomandazioni sono chiare e valgono per tutti:
controllare sempre l’indirizzo PEC completo del mittente;
– non cliccare su link e non aprire allegati sospetti;
– contattare direttamente l’ente o l’azienda attraverso i recapiti ufficiali;
– non fornire mai dati personali o informazioni sensibili via email o PEC.

Per chi avesse dubbi o ritenga di essere stato preso di mira, è possibile rivolgersi alla Polizia Postale, anche attraverso i canali online ufficiali del Commissariato di Pubblica Sicurezza. Segnalare tempestivamente questi tentativi non solo aiuta a tutelarsi, ma contribuisce anche a contrastare un fenomeno in continua evoluzione, che sfrutta strumenti sempre più sofisticati per colpire la fiducia degli utenti.
In un contesto digitale dove nemmeno la PEC può essere considerata una garanzia assoluta, la prudenza resta la prima e più efficace forma di difesa. (n.f.)