Nuovo teatro e torre scenica a Riva: Zanoni demolisce le accuse di Modena

Il nuovo teatro di Riva del Garda, attualmente in fase di costruzione, continua a essere al centro del dibattito politico locale, con la torre scenica a rappresentare il principale motivo di scontro. La questione si è riaccesa con le dichiarazioni di Carlo Modena, candidato sindaco del centro-destra moderato, che ha definito la torre un “ecomostro targato PD” (leggi). A questa affermazione ha risposto con fermezza Alessio Zanoni, candidato sindaco per la super-coalizione di centro-sinistra alle prossime Comunali del 4 maggio, che ha contestato la narrazione proposta da Modena, riportando alla luce la vera storia del progetto.
La nascita del progetto e il coinvolgimento politico
Secondo quanto ricostruito da Zanoni nella sua lettera indirizzata a Modena, il progetto del nuovo teatro ha radici ben più lontane nel tempo rispetto alla nascita del Partito Democratico. Il bando del concorso internazionale per la progettazione del polo congressuale, oggi in fase di realizzazione, risale infatti al marzo 2007 ed è stato emesso dalla Società Garda Trentino Fiere Spa sotto la presidenza di Mauro Malfer.
Nel febbraio 2008, la stessa società ha firmato la convenzione per la progettazione preliminare del teatro con lo studio tecnico Piuarch Srl, vincitore del concorso. Il progetto, che è sostanzialmente lo stesso attualmente in costruzione, fu poi trasmesso all’allora sindaco Claudio Molinari e al consiglio comunale per la sua presentazione.
La torre scenica e la controversia sulle altezze
Uno dei punti più contestati riguarda l’altezza della torre scenica, che inizialmente era stata concepita con una misura utile di 20 metri, a cui si sono aggiunti successivamente 4 metri per la realizzazione di vani tecnici, arrivando così a un totale di 24 metri. Questo aspetto ha suscitato molte critiche, con alcuni esponenti politici che l’hanno ritenuta un elemento troppo impattante sul paesaggio urbano.
Zanoni, nella sua lettera, ha sottolineato come le altezze previste siano comparabili a quelle di altre strutture già presenti nella zona, come l’Hotel Lido (21 metri) e l’Hotel Liberty (18 metri più la copertura superiore ai 3 metri). Inoltre, ha evidenziato come in passato un’altezza simile fosse stata accettata senza problemi per il “tendone” del Palameeting, che ospitava eventi come la Vela d’Oro organizzata dallo stesso Modena.
Le responsabilità e le scelte per il futuro
A fronte delle recenti polemiche, Zanoni ha ribadito che la costruzione del teatro e della sua torre scenica era già stata prevista da tempo e che ogni tentativo di attribuire la responsabilità al Partito Democratico sia una falsificazione dei fatti. Ha inoltre ricordato di aver espresso già nel 2021 la propria opinione sul tema, dichiarando che, se la torre scenica fosse stata considerata inadatta, sarebbe stato preferibile non avviare i lavori e pensare a una nuova collocazione per il teatro.
Ora, con i lavori in stato avanzato, il dibattito non riguarda più solo le responsabilità passate, ma soprattutto il futuro della struttura e l’atteggiamento che le forze politiche locali dovrebbero assumere. Secondo Zanoni, la città ha bisogno di figure politiche serie, coerenti e responsabili, che si assumano la responsabilità delle proprie scelte, senza cercare capri espiatori a posteriori.
Verso le Comunali
Il nuovo teatro di Riva del Garda continua a dividere l’opinione pubblica, ma le polemiche attorno alla torre scenica sembrano essere il frutto di un dibattito politico acceso più che di una reale volontà di analizzare il progetto nel merito. Con le elezioni comunali del 4 maggio alle porte, il tema potrebbe influenzare le scelte degli elettori, chiamati a decidere non solo il futuro amministrativo della città, ma anche il destino del suo nuovo polo culturale.