Non solo orientamento: in Valle di Ledro la scuola insegna a conoscersi

Non solo orientamento scolastico, ma un vero e proprio percorso di crescita personale che accompagna gli studenti lungo tutti e tre gli anni delle Medie. È questo l’obiettivo del progetto “Conosci te stesso”, attivato dall’Istituto comprensivo della Valle di Ledro grazie al sostegno della Cassa Rurale.
L’iniziativa, nata da un’idea di Filippo Ferrari e sviluppata dalle psicologhe Ilaria Dalvit e Dalila Bonomi insieme a Elisabetta Marin e Giorgia Crosina, amplia il tradizionale concetto di orientamento: non si limita alla scelta della scuola superiore, ma guida i ragazzi in un percorso di consapevolezza che parte già dalla prima media.
Il progetto si articola infatti in tre fasi: in prima si guarda al passato (“chi ero”), in seconda al presente (“chi sono”), mentre in terza si lavora sul futuro (“chi voglio diventare”). Un percorso strutturato che, come evidenzia il dirigente scolastico Massimo Amistadi, rappresenta un valore aggiunto rispetto alle indicazioni provinciali: «Grazie al supporto della Cassa Rurale abbiamo potuto offrire un’esperienza continuativa e accessibile a tutti, senza costi per le famiglie».
Accanto ai momenti formativi, grande spazio è stato dato alle esperienze dirette. Le classi prime hanno vissuto due giorni al Rifugio Pernici, occasione utile anche per rafforzare la conoscenza reciproca; le seconde si sono messe alla prova con l’arrampicata ad Arco, confrontandosi con limiti, emozioni e strategie per superare gli ostacoli; le terze, invece, hanno incontrato studenti delle scuole superiori e lavoratori, per avvicinarsi concretamente alle scelte future. Per tutte le classi sono stati previsti anche momenti di restituzione con le famiglie.
«Non è un semplice orientamento – sottolinea Elisabetta Marin – ma un percorso di esplorazione personale: si parte dalle proprie radici e dai valori ricevuti, si analizza il presente e ci si proietta nel futuro, tra sogni e ambizioni». Anche le attività più simboliche, come l’arrampicata, diventano strumenti per riflettere su difficoltà e risorse personali.
Particolarmente significativo il lavoro con le classi terze, chiamate ad affrontare paure e incertezze legate alla scelta della scuola superiore: dal timore di allontanarsi da casa e dagli amici, fino alla paura di sbagliare o di deludere i genitori. «L’obiettivo – spiegano le referenti – è far capire che non esiste una scelta “giusta” in assoluto, ma un percorso fatto anche di tentativi e cambiamenti».
Soddisfazione viene espressa anche dalla Cassa Rurale: il presidente Marco Baruzzi sottolinea come «investire in progetti di questo tipo significhi puntare concretamente sul futuro dei giovani e del territorio».










