Negozi di vicinato a Riva del Garda, Santi rilancia la raccolta firme

Redazione28/09/20265min
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Dietro una serranda che si abbassa non c’è soltanto un’attività economica che scompare. C’è un servizio in meno, una strada meno frequentata, un punto di incontro che viene a mancare. E, soprattutto nei piccoli centri e nelle frazioni, può essere un altro pezzo di comunità che si spegne. È questo il messaggio con cui l’ex sindaca di Riva del Garda e oggi consigliera comunale Cristina Santi rilancia anche nell’Alto Garda e Ledro la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare dedicata alla rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità.
Santi ha aderito all’iniziativa promossa da Confesercenti e, sollecitata dalla redazione de La Busa online, ne spiega le ragioni. «Sostengo con convinzione la proposta di legge di iniziativa popolare promossa da Confesercenti, che nasce con un obiettivo chiaro: frenare la chiusura dei negozi di vicinato e combattere la crescente desertificazione commerciale delle nostre città».
Il concetto centrale, per l’ex sindaca, va però oltre l’economia. «Salvare i negozi di vicinato significa salvare l’anima stessa dei nostri comuni. Dietro ogni bottega che chiude non c’è solo un danno economico, ma la perdita di un presidio di sicurezza, socialità e identità che nessuna grande piattaforma online potrà mai restituirci».
Un ragionamento che può trovare una declinazione particolarmente concreta nell’Alto Garda e Ledro: da Riva ad Arco, da Dro a Tenno, Nago-Torbole, Drena e Ledro, accanto alle aree turistiche più frequentate restano quartieri, centri storici e frazioni nei quali il piccolo commercio continua a svolgere una funzione quotidiana per residenti e anziani.
Anche i numeri indicati da Confesercenti raccontano una fase difficile. Secondo le elaborazioni dell’associazione, in Trentino tra il 2019 e il 2025 le attività commerciali sono scese da 4.419 a 3.854, con 565 imprese in meno, pari al 12,8%.

ZES di prossimità per sostenere le piccole attività
Il cuore della proposta sono le Zone Economiche Speciali di Prossimità, le ZESpro: aree urbane o periurbane che Regioni e Province autonome potrebbero individuare per concentrare programmi di rivitalizzazione e sostegno al commercio. «Si tratta – sottolinea Santi – di aree individuate per ricevere interventi mirati, all’interno delle quali le piccole attività, le botteghe storiche e i pubblici esercizi possono beneficiare di semplificazioni burocratiche e sgravi fiscali. L’obiettivo è alleggerire i costi per chi decide di aprire una nuova attività o mantenere viva quella che già possiede». Il testo prevede effettivamente regimi fiscali di vantaggio, sostegni finanziari e semplificazioni amministrative, nel rispetto delle norme europee sugli aiuti di Stato, oltre a un Osservatorio nazionale dedicato. Alle Province autonome di Trento e Bolzano viene riconosciuta la possibilità di individuare e delimitare le aree interessate.
Previsto anche un Fondo nazionale per la rigenerazione urbana del commercio e dei servizi di prossimità, con una dotazione indicata in 600 milioni di euro per il 2026 e altrettanti ogni anno dal 2027.

«Non è una battaglia di categoria»
Per portare la proposta in Parlamento servono 50 mila sottoscrizioni. Confesercenti riferiva a metà settembre di essere ormai vicina a quota 45 mila; la raccolta prosegue fino al 25 novembre, anche online attraverso SPID, CIE o CNS.
Ed è proprio sull’importanza della partecipazione che Santi chiude il suo intervento. «Ho deciso di sostenere questa iniziativa in prima persona perché non è una battaglia di categoria: è una battaglia di civiltà che riguarda tutti noi».
Da qui l’invito a firmare: «Ogni firma raccolta è un passo concreto verso un commercio di prossimità più giusto e più forte, prima che sia troppo tardi».
Per l’Alto Garda e Ledro la questione, dunque, non riguarda soltanto quanti esercizi commerciali riusciranno a sopravvivere. Riguarda anche quale volto avranno domani i nostri centri, i quartieri e le frazioni: luoghi da attraversare oppure comunità ancora capaci di vivere, incontrarsi e trovare servizi vicino a casa.
Nicola Filippi