Montesano in campo per Chico Forti: “Fatelo tornare”

Fabio GalasFabio Galas20/06/20205min1231
MONTESANO CHICO FORTI

“Mi appello ad un gesto di clemenza del governatore della Florida, e se occorre ad un gesto di munificenza da parte del presidente Trump, per dire: fate finire la pena in Italia a Chico Forti, che si è comportato bene in carcere per vent’anni. In Italia pochi scontano una pena di vent’anni, anche se si tratta di omicidio. Perché non si può chiedere la Grazia ad una potenza che è amica dell’Italia per farlo tornare?”. Ad affidare l’appello all’Adnkronos è Enrico Montesano, che scende in campo per sostenere la causa dell’ex produttore televisivo di Trento Chico Forti, condannato per omicidio negli Stati Uniti nel 2000.
Montesano è sensibile alla vicenda dalla prima ora. “Avevo visto il servizio de ‘Le Iene’ (che si sono occupate a lungo e approfonditamente della vicenda giudiziaria, ndr), ma devo ammettere che è mia moglie che mi ha sollecitato ad occuparmene in prima persona, non si può sempre restare a guardare”, spiega l’attore romano. Un’intricata vicenda giudiziaria, che vede Forti scontare in Florida una durissima condanna con l’accusa di omicidio, che il protagonista della vicenda ha però sempre negato con assoluta fermezza. “Al di là dell’innocenza, che tanti pensano caratterizzi la condotta di Chico Forti, non possiamo mettere motivazioni umanitarie e profonde, a partire dalla mamma di 91 anni, che sta male?”, entra nel vivo l’attore. Poi affonda: “Io penso che l’Italia non abbia più la forza per poter farsi rispettare in queste cose, e sono un po’ amareggiato per questo. Il mio paese ha perso di autorità e di credibilità. Noi, come diceva Montanelli, siamo bravissimi nei mestieri servili. Senza offendere questi straordinari mestieri”. Infine l’attore -che ha partecipato nei giorni scorsi ad una manifestazione dei numerosissimi sostenitori italiani di Chico Forti davanti a Montecitorio- precisa: “Io non sto andando contro il sistema giudiziario americano né contro gli Stati Uniti, che sono un paese amico dell’Italia. Mi rifaccio ai grandi statisti come De Gasperi, noi abbiamo un rapporto con loro. Aiutatelo, si tratta di umanità”.
Un ringraziamento al sostegno di Enrico Montesano arriva alla redazione de “La Busa” direttamente da Chico Forti.
“Caro Enrico – scrive il nostro connazionale dal carcere – che effetto iniziare una lettera rivolgendoti a te stesso. La gente che mi conosce bene ti dirà che uno dei miei pregi/difetti è l’essere diretto. Se una persona mi piace lo esterno, se non mi piace lo recepisce in un nanosdcondo. Con questo presupposto ti dico che sei sempre stato uno dei miei attori favoriti. Forse il fatto che eri (ora non so…) un comico, mi avvicina a te. Anch’io amo far sorridere la gente. Sono venuto a conoscenza del tuo recente impegno sostenendo la mia causa. Volevo umilmente ringraziarti senza togliere, ai tanti altri famosi o meno, che si sono schierati a mio favore, troppi per riuscire a menzionarli tutti. Del tuo coinvolgimento, però, mi è rimasta impressa un’ammissione. Il fatto che sia stata tua moglie a spingerti perché lei ha veramente preso a cuore la mia causa. Ora ti ammiro ancora di più, oltre alla gratitudine nei confronti di tua moglie, che non ho la fortuna di conoscere personalmente ma sono certo deve essere una persona meravigliosa. Come lo sei tu, che inconsciamente porti a galla una qualità tipica italiana a volte difficile da ammettere: il fatto che nonostante le canottiere ed il far provare i pantaloni a supporto dell’immagine macho dipinta dal padrino di Mario Puzo la nostra, di fatto, è una società matriarcale. L’Italia, volente o nolente, rivolve attorno alla madre, alla moglie. La maggioranza degli italiani per la madre e per la moglie fa l’impossibile. Quando non vogliamo ascoltare i loro consigli ne paghiamo le conseguenze. Ammettiamolo, le mogli italiane sono più sensibili, più forti e più perseveranti della controparte coi muscoli e la barba. La tua voce è ascoltata – conclude Chido Forti – ed il tuo dedicarla alla mia causa ha avvicinato ed avvicina persone che da solo non sarei mai riuscito a raggiungere. Grazie alle “Iene”, a te e a tua moglie verrà aggiunto abbrivio all’inerzia di chi ancora non conosce la mia vicenda. Sono sempre più coloro che hanno deciso di schierarsi facendo eco alla mia richiesta di giustizia”.

La Busa

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