Maschere, divertimento, maxi-torta e Sbigolada: Carnevale da record ad Arco, Torbole e Dro

Fabio Galas15/02/202610min
CARNEVALE ARCO 150 2026 TORTA GIGANTE (21) W

 

Una mite giornata d’inverno illuminata dal sole e da temperature quasi primaverili ha accompagnato domenica 15 febbraio le feste di Carnevale nell’Alto Garda. Le piazze Arco, Torbole e Dro sono state invase da una folla colorata e festante, tra tradizioni storiche, spettacoli, carri in maschera e distribuzioni gratuite che hanno coinvolto migliaia di persone.

 

 

Arco, 150 anni di Carnevale e millefoglie da record
Ad Arco il fine settimana si è aperto sabato 14 febbraio con un pomeriggio a misura di famiglia: viale delle Palme si è riempito di colori, giochi e animazioni dedicate ai più piccoli, tra costumi improvvisati e risate. A trasformare il centro storico in un palcoscenico diffuso ci ha pensato anche la musica itinerante dei Pausa Merlot a Pè.
Il momento clou è arrivato domenica 15 con la festa di chiusura “Buon Compleanno Carnevale 1876–2026 – 150 anni”. Ancora una volta viale delle Palme è stato il cuore pulsante dell’evento, con un programma capace di coinvolgere pubblici diversi.
Gran finale con la distribuzione gratuita di una torta millefoglie lunga 150 metri, realizzata con 400 chili di sfoglia e suddivisa in circa 5.000 fette. A presentarla lo chef Marcello Franceschi, affiancato da Carlo Modena, storico presentatore dell’edizione del centenario. Presenti, tra gli altri, la sindaca di Arco Arianna Fiorio e l’assessore Max Floriani. Un gesto festoso e collettivo che ha assunto il valore di un vero rito comunitario.
Sul palco Rock and Roll è tornato Lucio Gardin con lo spettacolo “Generazione Figli delle Stelle”, mentre I bambini hanno potuto viaggiare tra mondi fantastici grazie al Palco Dinosauri con Mago Vio e al Palco Mostri con Aequilibrium Fantasy.

 

 

Torbole, 152 anni di Sbigolada
A Torbole protagonista è stata la tradizionale “Sbigolada”, appuntamento che da 152 anni rappresenta il cuore popolare del Carnevale. Nata come omaggio dei pescatori alla cittadinanza, la festa continua a rinnovare un rito collettivo profondamente radicato nella comunità.
Quest’anno sono state distribuite circa 5.000 porzioni di spaghetti con le sardine di lago, preparate secondo tradizione nei grandi pentoloni sul falò. Ben cinque quintali di pasta cucinata al momento, con il sugo realizzato utilizzando sardine del Garda acquistate in una pescicoltura di Peschiera, pasta Felicetti e Olio dell’Alto Garda, a garanzia della territorialità dei prodotti.
Piatti e posate riciclabili hanno contribuito a rendere l’evento a basso impatto ambientale. Fondamentale il lavoro dei 35 volontari all’opera per tutta la giornata, che hanno permesso anche la distribuzione ai pensionati presso l’Oratorio e il loro Circolo.
Alla guida del Comitato “Sbigolada” c’era per la prima volta il nuovo presidente Silvio Ferraglia, subentrato a Michele Prandi. Il Comitato ha voluto ringraziare quanti, durante le iniziative natalizie, hanno contribuito alla realizzazione della festa, oltre ai Volontari degli Alpini, al Comune, all’Hotel Centrale per la preparazione del sugo e al Circolo Vela Torbole.

 

 

 

Dro: carri, wurstel e balli
Folla anche a Dro, dove la sfilata dei dieci carri in maschera ha animato le vie del paese richiamando famiglie e gruppi di amici. Applausi e coriandoli hanno accompagnato il passaggio dei carri, in un’atmosfera di festa condivisa.
Molto apprezzata la distribuzione gratuita dei panini con il wurstel, mentre la piazza si è trasformata in una pista a cielo aperto con i balli di gruppo proposti da Happy Dance Fantasy di Arco.

 

Tre paesi, tre modi diversi di vivere il Carnevale, un unico denominatore comune: una partecipazione straordinaria. Tra tradizioni centenarie, spettacoli e momenti conviviali, l’Alto Garda ha dimostrato ancora una volta la forza delle sue comunità e la capacità di trasformare una domenica d’inverno in una grande festa collettiva.

Ma le feste carnascialesche non sono finite. Per domenica 22, prima di Quaresima, è già tutto pronto per la millenaria “Polenta e Mortadella” a Varone di Riva e il tradizionale rito di “Addio al  Carnevale” a Varignano d’Arco.