Più sicurezza sui livelli del Garda, nuove paratie della diga di Salionze

Redazione17/02/20265min
diga-salionze1


 

Un sistema più moderno, sicuro ed efficiente per governare i livelli del lago di Garda e del fiume Mincio. È questo il risultato del maxi intervento di ammodernamento della diga di Salionze, nel comune di Valeggio sul Mincio, infrastruttura strategica inserita nel registro nazionale delle dighe e fondamentale per l’equilibrio idraulico dell’intero bacino gardesano.
L’opera, avviata lo scorso anno e ormai prossima alla conclusione – prevista entro la fine di marzo – segna un passaggio cruciale nella gestione delle acque del Garda e del Mincio, soprattutto alla luce dei cambiamenti climatici e dell’aumento degli eventi meteorologici estremi.

Un progetto da oltre 20 milioni di euro
Il progetto è stato realizzato da Agenzia Interregionale per il fiume Po (Aipo) ed è stato finanziato con fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e del Ministero dell’Ambiente, per un investimento complessivo superiore ai 20 milioni di euro.
Un intervento complesso, che ha visto il coinvolgimento di numerosi enti istituzionali: Regioni Lombardia e Veneto, Provincia autonoma di Trento, Comunità del Garda, Consorzi di bonifica mantovani, Autorità di bacino, Soprintendenza di Mantova e Parco del Mincio. Una regia condivisa, necessaria per un’opera che incide su un sistema idraulico interregionale di primaria importanza.

 

 

Messa in sicurezza sismica e nuovo sistema idraulico
I lavori hanno riguardato due aspetti fondamentali: la messa in sicurezza sismica dello sbarramento e il completo rinnovo del sistema di regolazione dei deflussi. In particolare, l’adozione di nuove paratoie e di un sistema di movimentazione più avanzato consentirà manovre più rapide ed efficaci in caso di emergenza.
Come spiegato al quotidiano Bresciaoggi dal dirigente Aipo per l’Area Lombardia orientale, Gaetano La Montagna, entro la fine di gennaio saranno conclusi tutti e sette i cantieri attivi nel bacino del Mincio. Un passaggio che permetterà di rispettare il target fissato dal Pnrr al 31 marzo 2026 per il collaudo e la piena operatività dell’opera.

Maggiori deflussi, più sicurezza per il territorio
Il nuovo sistema consentirà di gestire deflussi fino a 200 metri cubi al secondo, un aumento significativo rispetto ai 150 metri cubi al secondo raggiungibili in precedenza nelle situazioni di emergenza. Un potenziamento che rafforza la capacità di risposta in caso di livelli lacustri elevati, soprattutto in concomitanza con prolungati periodi di precipitazioni intense.
Durante la fase di cantiere, per motivi di sicurezza, i rilasci verso il Mantovano sono stati mantenuti su valori ridotti. Al momento – ha precisato La Montagna – questa impostazione resta confermata, con un’attenzione costante all’evoluzione climatica. Il livello del Garda è attualmente ottimale (+114 centimetri sopra lo zero idrometrico), ma l’assenza di precipitazioni potrebbe creare criticità con l’avvicinarsi della stagione irrigua, attesa intorno a Pasqua.

Addio alle paratoie storiche del Novecento
Parallelamente, i lavori hanno segnato anche un passaggio storico: la rimozione delle paratoie installate tra il 1942 e il 1948, un’operazione tecnica mai realizzata prima. Ogni manufatto, dal peso di circa 180 quintali, ha richiesto interventi complessi e altamente specializzati.
Le nuove paratoie, più leggere e dotate di movimentazione oleodinamica, garantiranno una gestione più efficiente, sicura e pratica dei flussi idrici del sistema Garda-Mincio, riducendo i tempi di intervento e migliorando l’affidabilità complessiva dell’infrastruttura.

La soddisfazione della Comunità del Garda
Soddisfazione è stata espressa anche dalla Comunità del Garda. Il direttore generale Pierlucio Ceresa ha sottolineato come, grazie al miglioramento tecnologico degli impianti, “ora il lago è più sicuro” e come il nuovo sistema consentirà di gestire con maggiore rapidità ed efficacia eventuali situazioni di emergenza.
Un passo avanti significativo per la tutela del lago di Garda e dei territori che da esso dipendono, in un contesto climatico sempre più instabile e che richiede infrastrutture all’altezza delle nuove sfide ambientali.