Lago di Garda, ambiente a rischio: l’allarme arriva fino alla Commissione UE

Redazione26/03/20263min
cristina guarda


 

Due interrogazioni alla Commissione europea. Un nuovo fronte politico che si apre sul futuro del lago di Garda. Al centro, ancora una volta, grandi opere e impatto ambientale.
A intervenire è Cristina Guarda, vicentina, europarlamentare di Europa Verde – gruppo Green/EFA. L’accusa è netta: «Una cementificazione continua, senza adeguate valutazioni ambientali». Nel mirino finiscono i lavori lungo la costa veronese, tra porticcioli turistici e ciclovie.
Il primo dossier riguarda Malcesine. In particolare gli interventi di ampliamento dei porti a Retelino, Navene e Madonnina. Qui resiste uno degli ultimi tratti di lungolago con spiagge naturali e seminaturali. Un contesto ormai raro. Secondo Guarda, i lavori sarebbero partiti senza una verifica di assoggettabilità alla Via, la Valutazione di impatto ambientale. Una mancanza confermata, sostiene, anche da Provincia e Regione.

 

 

Non solo. L’europarlamentare denuncia l’assenza di studi su flora, fauna ed ecosistema lacustre. Un tema delicato, in un lago che registra da anni una contrazione del patrimonio ittico e una progressiva perdita dei bassi fondali. Su quell’area, inoltre, è previsto anche il passaggio del lotto 4 della ciclopedonale, con ulteriore consumo di suolo.
Il secondo atto riguarda direttamente la Ciclovia del Garda. Un progetto nato con l’obiettivo di creare un anello ciclabile attorno al lago, ma che fin dall’inizio ha incontrato ostacoli, ritardi e forti contestazioni. Le criticità riguardano tutte e tre le regioni coinvolte – Trentino-Alto Adige, Veneto e Lombardia – tra aumenti dei costi, complessità tecniche e impatti paesaggistici.
Nel tratto scaligero, tra Malcesine e Torri del Benaco, secondo Guarda, alcune ciclovie sarebbero state realizzate occupando intere porzioni di spiagge naturali. Anche in questo caso, senza studi ambientali approfonditi. Le opere interessano inoltre aree sensibili, tra siti di interesse comunitario (Sic) e zone di protezione speciale (Zps), interrompendo la continuità tra lago e montagna.
Un progetto, quello della ciclovia, che procede a velocità diverse. Alcuni Comuni, come Torbole e Garda, hanno già espresso forti perplessità, arrivando a fermare o non proseguire determinati tratti.
Il nodo resta lo stesso: sviluppo o tutela. «L’economia del Garda vive della sua bellezza», avverte Guarda. «Comprometterla significa mettere a rischio anche il futuro del territorio».
Il dibattito è aperto. E torna a interrogare istituzioni locali, Regioni ed Europa. Sullo sfondo, un equilibrio sempre più fragile tra turismo, infrastrutture e ambiente. (n.f.)