Incidenti con ciclisti, il Vicesindaco di Arco: “Dati allarmanti, servono scelte coraggiose”

Redazione27/01/20265min
MARCO PIANTONI ARCO


 

I numeri sulla sicurezza dei ciclisti in Trentino e ad Arco impongono una riflessione che non può più essere rinviata. È il senso del lungo intervento che il vicesindaco di Arco, Marco Piantoni, ha inviato alla redazione de La Busa.info, intervenendo nel dibattito sulla mobilità ciclabile e sulla sicurezza stradale.
I numeri pubblicati in questi giorni ricavati dall’Atlante italiano dei morti e feriti gravi in bicicletta sono un campanello d’allarme che non possiamo ignorare”, scrive Piantoni, richiamando i dati elaborati dal Politecnico di Milano.

I dati: Trentino e Arco sotto osservazione
Secondo l’Atlante, in Trentino negli ultimi dieci anni 18 persone hanno perso la vita in bicicletta e si sono verificati oltre 1.500 incidenti con ciclisti coinvolti, collocando la provincia “tra quelle con le percentuali di incidentalità ciclistica più alte a livello nazionale”.
Anche Arco non è estranea al fenomeno: “134 sinistri in dieci anni”, un numero che, sottolinea il vicesindaco, dimostra come “il tema della sicurezza stradale riguardi da vicino anche la nostra comunità”.

 

 

Il peso delle scelte urbanistiche del passato
Nel suo ragionamento, Piantoni invita però a leggere questi dati all’interno di un contesto più ampio. “Va detto con chiarezza che il contesto urbanistico in cui operiamo è fortemente condizionato da scelte del passato”, afferma.
Arco, come molte città trentine, ha conosciuto “uno sviluppo basato su una pianificazione infrastrutturale inadeguata per la mobilità”, con strumenti urbanistici “poco attenti al tema dello spazio pubblico” e una “lunga serie di varianti intervenute in modo frammentario”. Il risultato è una rete viaria rigida, con spazi limitati e margini di manovra ridotti, che rende oggi “molto complesso introdurre soluzioni che migliorino la sicurezza senza penalizzare nessuno”.

Oltre le piste ciclabili: ripensare lo spazio stradale
Il vicesindaco chiarisce che promuovere la mobilità ciclistica non può ridursi a interventi superficiali. “Non significa semplicemente tracciare qualche linea sull’asfalto”, ma “ripensare l’equilibrio dello spazio stradale, rendendolo più sicuro per tutti gli utenti”.
In un contesto urbano come quello di Arco, questo implica una scelta non eludibile: “ridurre in parte il predominio dell’automobile”, che oggi “occupa la maggioranza dello spazio pubblico” e “condiziona in modo significativo la sicurezza degli utenti più fragili”.

Cosa chiedono i cittadini e cosa prevede il PUMS
Piantoni richiama anche il lavoro svolto nell’ambito del PUMS – Piano Urbano della Mobilità Sostenibile, dal quale emerge che “anche i cittadini concordano sul fatto che i percorsi ciclabili debbano essere più continui e che vada fatto tutto il possibile per renderli anche più sicuri”.

Le priorità individuate sono chiare e articolate:
“infrastrutture ciclabili continue e leggibili”;
– “moderazione della velocità”;
– “attenzione ai punti critici e alle intersezioni”;
– “una diversa distribuzione dello spazio tra auto, biciclette e pedoni”.

Una scelta di equilibrio, non una guerra all’auto
Nel suo intervento, il vicesindaco respinge l’idea di una contrapposizione ideologica: “Non si tratta di essere ‘contro’ l’auto”, ma di riconoscere che “uno spazio più equilibrato e meno sbilanciato è uno spazio più sicuro per tutti”.
La conclusione è un invito alla responsabilità collettiva: “Se vogliamo che muoversi in bicicletta ad Arco sia una scelta quotidiana e non un rischio, dobbiamo affrontare questo tema con realismo, responsabilità e coerenza”, anche quando “le soluzioni non sono semplici o indolori”.
Un messaggio che inserisce il tema della mobilità ciclabile non solo nel campo delle infrastrutture, ma in quello più ampio delle scelte politiche e culturali sullo spazio urbano e sulla sicurezza della comunità.
Nicola Filippi