Ferrovia Rovereto–Garda, Fugatti rilancia il progetto

Torna al centro del dibattito il collegamento ferroviario tra Rovereto e il lago di Garda. Un progetto di cui si parla da anni e che ora la Provincia autonoma di Trento rilancia come una delle principali scommesse per la mobilità sostenibile del territorio. Il presidente Maurizio Fugatti ha confermato che l’opera resta tra le priorità strategiche e che il percorso tecnico potrebbe entrare nel vivo già entro l’anno.
«È un’opera in cui crediamo molto e si farà», ha dichiarato alla stampa Fugatti, spiegando che il progetto dovrebbe essere inserito nel DocFap di Rfi, il Documento di fattibilità delle alternative progettuali. Si tratta del primo passaggio tecnico previsto dal codice degli appalti per le grandi opere pubbliche: uno studio preliminare che analizza diverse soluzioni progettuali, valutando costi, benefici e impatti prima di arrivare alla progettazione vera e propria.
Il collegamento ferroviario tra Rovereto e il Garda rappresenterebbe un tassello importante nel sistema della mobilità provinciale, soprattutto in un’area dove il traffico su gomma è in costante crescita. La nuova linea ferroviaria permetterebbe infatti di collegare direttamente il lago con la rete del corridoio del Brennero e con la linea Verona–Brennero, offrendo un’alternativa sostenibile agli spostamenti in auto.
Secondo le prime stime circolate negli ultimi anni, l’investimento complessivo potrebbe aggirarsi attorno ai 400 milioni di euro, anche se una valutazione più precisa arriverà solo con gli studi di Rete Ferroviaria Italiana.
Il progetto guarda in particolare ai flussi turistici che interessano il Garda trentino. Ogni estate centinaia di migliaia di visitatori raggiungono Riva del Garda, Arco e i centri dell’Alto Garda, con picchi significativi tra luglio e agosto. Un collegamento ferroviario diretto potrebbe favorire soprattutto l’arrivo di turisti stranieri – in particolare dal Nord Europa – che già utilizzano il treno per raggiungere il corridoio del Brennero, ma oggi sono costretti a proseguire in autobus o in auto.
Oltre alla prospettiva futura, il progetto riporta alla memoria anche una pagina storica della mobilità gardesana: la ferrovia Mori–Arco–Riva, la celebre “MAR”. La linea, a scartamento ridotto, fu inaugurata nel 1891 e rimase in esercizio fino al 1936. Collegava Mori con Riva del Garda per un totale di circa 24 chilometri, attraversando località come Loppio, San Giovanni, Nago, Maza e Arco, fino ad arrivare sulle rive del lago.
I convogli impiegavano tra i 75 e i 90 minuti per completare il percorso, viaggiando a una velocità media inferiore ai 20 chilometri orari. Nel 1925 la linea venne prolungata fino a Rovereto con un’ulteriore tratta di circa 4,4 chilometri.
Oggi, a quasi novant’anni dallo smantellamento della MAR, l’idea di riportare il treno sul Garda continua ad affascinare amministratori e cittadini. Se il progetto dovesse concretizzarsi, rappresenterebbe non solo un ritorno simbolico alla storia della mobilità locale, ma soprattutto una risposta concreta alla crescente domanda di collegamenti sostenibili tra il lago, la Vallagarina e il resto dell’Europa.
(n.f.)










