Ex Hotel Panorama, sette imputati a processo: tra loro anche il sindaco Gianni Morandi

Redazione27/03/20263min
Hotel Panorama 01


 

Si aprirà a maggio il processo per la vicenda dell’ex hotel Panorama di Nago, trasformato in un complesso di appartamenti di lusso e finito al centro di un’inchiesta per presunta lottizzazione abusiva e violazioni dei vincoli paesaggistici.
A stabilirlo è stata la giudice di Rovereto Monica Izzo, che ha disposto il rinvio a giudizio per tutti i sette imputati, respingendo le richieste di proscioglimento avanzate dalle difese. L’accusa è sostenuta dalla procuratrice capo Orietta Canova.
Sul banco degli imputati siederà anche l’attuale sindaco di Nago-Torbole, Gianni Morandi, in carica dal 2015 e oggi al terzo mandato, difeso dagli avvocati Natale Callipari e Alberto Bova. Con lui sono chiamati a rispondere, in concorso tra loro, gli imprenditori della società costruttrice 3V srl, Alberto Bortolotti e Claudio Zanoni (difesi dall’avvocato Flavio Bonazza), il responsabile dei servizi tecnico-gestionali del Comune Lorenzo Carli (avvocati Roberto Bertuol e Alessandro Melchionda), il geometra Paolo Ischia (avvocato Paolo Corti), l’architetto progettista Stefano Righi e l’ingegner Massimo Festi (avvocate Erica Orazietti e Laura Tardivo).

 

 

Secondo l’accusa, l’intervento edilizio sarebbe stato realizzato in difformità rispetto ai vincoli paesaggistici, configurando i reati previsti dal Testo unico dell’edilizia e dal Codice dei beni culturali. Una tesi contestata in aula da tutte le difese, che hanno sostenuto l’assenza degli elementi necessari a configurare la lottizzazione abusiva.
Tra le argomentazioni emerse, quella del geometra Ischia, secondo cui l’asseverazione tecnica sarebbe stata conforme ai titoli rilasciati dal Comune, e quella dell’ingegner Festi, per il quale non sarebbe stata contestata alcuna difformità tra opera realizzata e progetto autorizzato. I legali hanno inoltre sottolineato come progettista e direttore lavori abbiano fatto affidamento sulla legittimità del piano di lottizzazione e del permesso a costruire, anche alla luce di una precedente pronuncia del Tar di Trento.
Diversa la linea difensiva del sindaco Morandi, che ha escluso una propria responsabilità diretta, sostenendo di non aver partecipato alla seduta del marzo 2019 in cui fu rilasciato il permesso a costruire, in quanto ricoverato in ospedale ad Arco. Secondo i suoi legali, eventuali responsabilità sarebbero da ricondurre alla struttura amministrativa comunale.
La partita giudiziaria è ora rinviata al dibattimento: sarà nelle prossime udienze che accusa e difese confronteranno nel merito le rispettive ricostruzioni.