Cormorani e tutela delle trote, rinnovato il Piano di intervento

Redazione09/02/20263min
Cormorano


 

Proteggere una specie simbolo delle acque trentine come la trota marmorata significa intervenire anche sui fattori che ne mettono a rischio la sopravvivenza. È in questa direzione che si muove il nuovo Piano provinciale di controllo del cormorano approvato dalla Giunta provinciale e valido fino al 15 marzo 2031. Il piano conferma e aggiorna la deroga prevista dalla normativa europea e nazionale.
“Si tratta di una misura di responsabilità, basata su dati scientifici solidi e su un’esperienza pluriennale di monitoraggi – sottolinea l’assessore Failoni – Il nuovo Piano introduce alcuni adeguamenti importanti proprio per rendere più efficace l’azione di tutela e consentire, quando necessario, di avvicinarsi al limite massimo complessivo di 120 capi previsto annualmente, soglia che negli ultimi anni non è mai stata raggiunta”.

 

 

La presenza del cormorano in Trentino, inizialmente sporadica, è diventata nel tempo stabile e numericamente consistente. I monitoraggi condotti dal Servizio faunistico documentano una popolazione media di circa quattrocento individui svernanti, concentrati soprattutto lungo i corsi d’acqua di fondovalle, gli stessi ambienti che rappresentano l’habitat della trota marmorata, specie autoctona di elevato valore naturalistico e inserita tra quelle di interesse comunitario. Nonostante gli ingenti investimenti per la rinaturalizzazione degli alvei e il rafforzamento delle attività di ripopolamento, la pressione predatoria esercitata dal cormorano continua a incidere in modo significativo sulla ripresa della specie.
Il nuovo piano conferma la necessità di affiancare alle azioni ambientali un controllo mirato, con l’obiettivo di allontanare i cormorani dai tratti fluviali più sensibili e indirizzarli verso aree dove possono alimentarsi di specie che non destano particolari preoccupazioni dal punto di vista conservazionistico, come i grandi laghi. Le misure previste continuano a puntare prioritariamente sulla dissuasione, affiancata da un prelievo rafforzativo definito su base annuale e costantemente monitorato.
Tra le principali novità del piano vi è una semplificazione dell’impianto operativo: il numero massimo di abbattimenti viene ora definito su cinque macroaree omogenee (Adige, Avisio, Fersina-Brenta, Noce e Sarca-Chiese), superando la precedente articolazione in 19 tratti specifici. Viene inoltre rivista la gestione temporale degli interventi, eliminando il limite massimo giornaliero di due capi per singolo tratto e rendendo più flessibile la sequenza delle azioni di dissuasione e controllo, sempre nel rispetto dei criteri di gradualità.